Macché euro
Era più bella
la mia lira


URBANIA (Pesaro e Urbino) — È riconosciuto a livello internazionale come maestro dell'incisione al bulino. Ma soprattutto è il «maestro della banconota», come lo ha definito Guido Crapanzano, il maggiore esperto numismatico italiano. Trento Cionini è il “papà della lira”: sono sue le incisioni della maggior parte delle vecchie banconote italiane. Durantino d'origine, classe 1919, ha esordito al Poligrafico di Stato per poi entrare nel 1957 nella Banca d'Italia, dove è diventato capo incisore nel 1960. Ma è stato dopo la pensione che ha esportato il suo talento nel mondo, realizzando ovunque banconote e insegnando l'arte della microincisione. Ora la sua città natale, Urbania, gli dedica una mostra dal titolo Trento Cionini - Il maestro della banconota, che si inaugurerà sabato nel Palazzo ducale, sede del Museo civico e della biblioteca: progetti e bozzetti, cartamoneta e francobolli, e tra questi uno celebre, il 200 lire Il legname (Trentino Alto Adige) della serie L'Italia al lavoro. La mostra, curata da Guido Crapanzano, resterà aperta fino al 9 novembre.
Maestro Cionini, quanto deve alla sua terra d'origine per la sua carriera?
«Molto, perché la mia formazione è iniziata a Urbino, alla prestigiosa Scuola del libro. Poi nel '37 mi sono trasferito a Roma».
Come è arrivato a incidere banconote?
«Quando sono stato assunto alla Banca d'Italia. Ho cominciato col retro delle banconote: la Scala di Milano dietro alle mille lire conVerdi, il Campidoglio nel retro delle diecimila con Michelangelo».
Quali sono le “sue” banconote?
«Ho realizzato il diritto delle banconote con gli uomini illustri, dalle 10mila lire del '62 con Michelangelo, per finire con le 500mila del '97 con Raffaello, l'ultima emessa. Durante la mia carriera ho inciso la banconota da mille lire con Verdi e quella con Marco Polo, quella da 2mila con Galileo, le 5mila con Colombo e poi con Antonello da Messina e con Bellini, le 10mila con Andrea Del Castagno e con Michelangelo, le 20mila con Tiziano, le 50mila con Leonardo e le 100mila con Caravaggio e quelle con Manzoni».
Ma non s'è fermato all'Italia.
«Dopo la pensione, la principale azienda nella produzione di carte-valori, Giori Thomas de la Rue, mi ha affidato la realizzazione delle banconote di molti Paesi, dalla Cina alla Germania, dall'Argentina al Marocco. Dal 1987 sulle banconote indiane c'è un ritratto di Ghandi: l'ho inciso e disegnato io».
Che cosa pensa dell'euro?
«Purtroppo con l'introduzione dell'euro non è più necessaria la mano dell'uomo: le banconote sono realizzate al computer».

di Benedetta Andreoli