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POLITICA: VERSO IL 2009

Il Pdl lancia la sfida: "Si vince con la discontinuità"

Garagnani e Raisi: "Dobbiamo essere duri e incisivi. Siamo il secondo partito con il 28%. I civici sono rimasti a 10 anni fa"
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raisi ATTACCANO con quelli che definiscono «risultati straordinari per il Pdl, siamo il secondo partito in città e abbiamo il 28 per cento, qualcuno se n’è accorto?». Solo che poi, guardando al ‘modello lumbard’ — «fenomeno importante ma da ridimensionare, adesso c’è la moda» — finiscono per fare autocritica: «Dobbiamo stare di più in mezzo alla gente». E annunciano che proprio su questo ci sarà una discussione. Assomiglia a una resa dei conti nella classe dirigente. Nel mezzo i parlamentari Enzo Raisi e Fabio Garagnani bocciano la candidatura di Giorgio Guazzaloca per il 2009. In nome della «discontinuità». Non pronunciano il fatidico no ma tutto quel che dicono va in quella direzione. A partire dall’analisi riservata «agli amici» dell’Udc. «La Lega nella città di Casini è diventata più importante di loro, questo non l’ha scritto nessuno», affila le armi Raisi. «Non c’è stata alcuna fuga dell’elettorato cattolico di FI e An verso l’Udc — è l’analisi di Garagnani —. I casiniani hanno beneficiato di ex diellini delusi ma non hanno intercettato i nostri voti».

RAISI riconosce che la vetta del Pd al 50 per cento — 55 con l’Idv — «non è un bel segnale per le prossime amministrative. Qui il partito democratico ha cannibalizzato la sinistra estrema. Noi invece contavamo su questa parte, per arrivare al ballottaggio e giocarcela. Ora dobbiamo riflettere sulla strategia da adottare. Ma nessuno pensi che ancora una volta il Pdl possa retrocedere».
Parlano molto del Carroccio, i due parlamentari. «I rischi erano tanti, la Lega e La Destra», si lascia sfuggire a un certo punto Raisi. «La presenza della Lega in Emilia Romagna non ci deve indurre alla tranquillità», gli fa eco Garagnani. Lumbard alleati o spina nel fianco? «Uno stimolo», è pronto il commissario cittadino di FI. «Io sono quello che voleva allargare a loro l’alleanza nel 2004, Guazzaloca mise il veto», non fa tanti complimenti il presidente provinciale di An.

GRANDE SINTONIA anche nel bocciare, sostanzialmente, Guazzaloca. «Vediamo prima se si candida e con chi», stoppa Raisi. «La lista civica è rimasta a dieci anni fa, superata dai fatti», non dà chances Garagnani. Disegna «un modo nuovo di fare opposizione. Bisogna avere il coraggio di proporre un progetto politico e amministrativo diverso per Bologna, non consociativo. Bisogna affrontare un discorso nuovo con i cosiddetti poteri forti, come l’università. La situazione delle infrastrutture è drammatica». Basta presentarsi agli elettori come «borghesi perbenisti. Bisogna essere più duri e più incisivi. Un certo doroteismo di marca democristiana va completamente superato». Ma sarà possibile un candidato Padano per il 2009? «Se verrà proposto un personaggio dirompente, che sia anche un leghista», si tiene le mani libere Raisi.

di RITA BARTOLOMEI










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