Bologna, 21 aprile 2008 - Mentre sulla stampa nazionale Roberto Maroni difende le "ronde padane", paragonandole ai gruppi di cittadini che da un po' di tempo, a Bologna, "monitorano" il quartiere Borgo Panigale, Luigi Merolla, questore appena insediatosi a capo della Polizia felsinea, chiarisce di non amare il termine "ronda" e propugna un' idea di "sicurezza partecipata", in cui ai cittadini spetta il compito di "segnalare, segnalare e ancora segnalare", aiutando così le forze dell'ordine.
"Da servitore dello Stato la parola ronda non mi suscita grandi entusiasmi - spiega il Questore incontrando pubblicamente, per la prima volta la stampa locale - vengo da Verona, una città che non ha conosciuto questo fenomeno, più diffuso nell'est del Veneto.
E' importante che il cittadino partecipi, che provveda ad innescare richieste di intervento, ed è fondamentale che non si giri dall'altra parte davanti a qualcosa che può essere o sembrare criminoso. Ma deve agire attraverso segnalazioni alle forse dell'ordine, che devono essere sul campo. La difesa di beni materiali - aggiunge - non può mai valere il rischio della propria salute, e non credo che i cittadini debbano ricorre alle armi o al proprio impegno personale, ma devono segnalare, segnalare, segnalare, ed aiutarci ad aiutarli" "Apprezzo le forme di sicurezza partecipata - sottolinea ancora Merolla rispondendo ai cronisti - non credo che quelle di cui si parla siano "ronde invasive". Ci confronteremo - conclude il questore che incontrerà il sindaco Cofferati nel pomeriggio - con l'amministrazione, all'interno del Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico".