Bologna, 5 maggio 2008 - In autostrada servono in caso di incidente; in citta' sarebbero utili contro le aggressioni in strada ai danni delle donne. Colonnine Sos installate in varie zone di Bologna: e' questa una delle proposte contro la violenza alle donne che la Cgil ha presentato oggi nel convegno organizzato sul tema sicurezza. In platea, anche il procuratore capo, Enrico Di Nicola, il nuovo questore, Luigi Merolla, e l'assessore alla Sicurezza del Comune di Bologna, Libero Mancuso.
L'iniziativa, fa notare Antonella Raspadori, della segreteria della Camera del Lavoro, e' gia' prevista in altri Paesi europei: si tratta di vere e proprie "colonnine Sos collegate direttamente ai centri antiviolenza o alle centrali di Polizia. Le obiezioni- continua l'esponente della Cgil- riguardano il fatto che le colonnine possono essere facilmente danneggiate o utilizzate per scopi che non sono propri". Ma Raspadori si dice sicura che "sia possibile individuare soluzioni che ne consentano il corretto utilizzo". Non solo strumenti elettronici, pero', servono per contrastare la violenza sulle donne. Secondo la Cgil bisogna infatti "costituire una rete di controllo sociale", formata da poliziotti e vigili urbani di quartiere, ma anche da "autisti di mezzi pubblici, operatori ecologici e operatori di strada: potrebbero svolgere un ruolo di sensori o di antenne sul territorio: senza prevedere nessun tipo di intervento diretto, potrebbero essere in contatto con un'apposita centrale operativa".
Il lavoro comune tra le varie istituzioni e' uno dei punti centrali su cui martella la Cgil per combattere la violenza sulle donne. La Camera del Lavoro pensa infatti a un nuovo coordinamento cittadino, collegato al Comitato per l'ordine pubblico, che riunisca intorno allo stesso tavolo Comune, Provincia, Prefettura, Questura e associazioni, allo scopo di siglare un "protocollo di azioni concreti, in termini di prevenzione, di sostegno e di aiuto alle donne che hanno subito aggressioni o violenze".
Fra gli interventi da effettuare, elenca Raspadori, c'e' in primo luogo il potenziamento del progetto "taxi rosa", per il quale andrebbero "aumentate e meglio finalizzate le risorse e le disponibilita' messe in campo". Insieme a questo, insiste la Cgil, serve "un'adeguata illuminazione in tutte le strade, la qualificazione delle zone di degrado, una particolare attenzione alle periferie, maggiori attivita' culturali e di svago ed evitare la creazione di zone ghetto".