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IL RETROSCENA

Il Bologna resta ai bolognesi, per amore e per forza

Semplice è il gioco del calcio e semplici sono le regole dei giochi societari che lo accompagnano. Vuoi provarci? Presentati con un progetto chiaro, con un bel gruzzolo e qualche buona idea. Era fin troppo facile bocciare in partenza Joe Tacopina...

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Stefano Biondi SEMPLICE è il gioco del calcio e semplici sono le regole dei giochi societari che lo accompagnano. Vuoi provarci? Presentati con un progetto chiaro, con un bel gruzzolo e, rispetto ai tuoi predecessori, con qualche buona idea. Era fin troppo facile bocciare in partenza Joe Tacopina che è atterrato con la valigia di Vuitton e nessuno dei tre requisiti fondamentali. Eppure. Qualcuno si era illuso, dipingendolo come il super eroe che viene a salvare il Bologna. Colpa degli effetti speciali. Americano, giovane, avvolto nell’aria di chi la sa un po’ più lunga degli altri. Sembrava il nuovo che avanza. Invece era il vecchio che tornava. Era dal Duemila che sul teatrino rossoblu non si affacciava un illusionista. Qualcuno ricorderà Federico Tralli (soprannominato Trallalerotrallalà), l’uomo che prima avrebbe dovuto affiancare Gazzoni e poi prenderne il posto. Parlò subito di un futuro in Champions, perchè il Bologna era nato per giocare con il Manchester più che con il Fanfulla. Parlò poi solo per dire che si era sbagliato.
A otto anni di distanza ci siamo sciroppati questo Tacopina travolto da insolita «passion». Joe, per favore. La passione era la stessa che lo aveva spinto verso Fiumicino con la sciarpa giallorosa in bella mostra? La famiglia Sensi gli impose due giorni di anticamera, prima di decidere che non era neppure il caso di riceverlo. E la Roma con le banche è sotto di quanto basterebbe a mantenere il Bologna da qui al prossimo secolo.


Ora, è obbligatorio domandarsi perché mai a Bologna l’avvocato penalista di Manhattan, che senza un movente vuole diventare manager nel nostro dannatissimo calcio, ha trovato porte aperte. La risposta c’è ed è semplice: perché la volontà di sbarazzarsi della carbonella che gli scotta le dita, ha indotto Cazzola a crederci comunque.
L’impossibile è diventato speranza, la speranza è diventata cronaca.
Menarini, invece, alla possibilità di andare «a dama» non ha mai creduto.
Sarebbe semplice, adesso, dire che Alfredo è il diavolaccio e Renzo l’acqua santa. Il cattivone e la faccia d’angelo. No, falso anche questo. Pur non rinunciando a pubblicizzare il suo scetticismo, anche Menarini, sotto sotto, sarebbe stato lieto di chiuderla così, consegnando la scomoda eredità allo zio d’America. Ha avuto modo e tempo per chiamare banco e non lo ha fatto, ha finito per consegnare a Cazzola il mandato alla cessione, quando era chiaro a chi il presidente si sarebbe rivolto. E Cazzola non avrà preso un colpo di sole. Prima di fare pappa e ciccia con l’avvocato che «salva il culo a chi ha commesso un reato» (non è nostra, questa, è lo slogan pubblicitario di Tacopina) avrà avuto la certezza che alternative in giro non ce n’erano? Ah già, c’erano gli svizzeri di Menarini: anche loro, al momento del dunque, hanno mostrato solo buone intenzioni. Mancava, come si dice a Bologna, il conquibus, la pilla.
 

Il Bologna rimane ai bolognesi che, al solito, dopo qualche giro vorrebbero saltar giù al volo dalla giostra del pallone. Rimangono insieme, per ora, uno prigioniero dell’altro e tutti e due prigionieri del pallone. Sembrano, adesso, i due di Papillon, il film: condannati all’ergastolo e perennemente decisi a evadere. Cambierà il finale: uno sarà libero e l’altro rimarrà «dentro». Indovina chi? E’ questo il nuovo tormentone che, ai bookmakers del chiacchiericcio, vede iul geometra favorito alla presidenza.
Intanto, gli yankee tornano a casa. Ringraziamoli comunque: un sorriso ce lo hanno regalato.


 

di Stefano Biondi

 
  • 18/07/2008 17:24
    SoloBolo
    Ma come dottor Biondi??!?? Era tutto cosi facile? lei sapeva già tutto?? E come mai solo pochi giorni fa ha scritto che c'era dietro un girotondo composto da Cazzola, Consorte e, dulcis in fundo, D'alema al fine di detronizzare il cinese, costruire e riguadagnare consensi nel partito?? Lo ha scritto lei che ora scrive che era facile immaginare che Joe sarebbe saltato?
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