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Parracino: "Nessuna sfida, la smettano"

E’ infastidita la replica del vicepresidente del centro di cultura islamica di Bologna, riserva alle dure critiche piovute sulla comunita’ islamica bolognese dopo la manifestazione di sabato, con successiva preghiera davanti a San Petronio

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Manifestazione contro la guerra in palestina (fotoschicchi) Bologna, 5 gennaio 2008 - “La smettano”. E’ infastidita la replica che Daniele Parracino, vicepresidente del centro di cultura islamica di Bologna, riserva alle dure critiche piovute sulla comunita’ islamica bolognese dopo la manifestazione di sabato, con successiva preghiera davanti a San Petronio, organizzata in solidarieta’ con la popolazione palestinese di Gaza.”Si sta strumentalizzando il tutto- commenta Parracino- e ci si allontana dai problemi reali”.


Di sicuro al numero due di via Pallavicini non sono andate giu’ le dichiarazioni rilasciate da monsignor Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare di Bologna. “Macche’ sfida”, manda a dire Parracino, macche’ “occupare San Petronio o islamizzare l’Europa”. In quanto alto esponente della Chiesa cattolica, Vecchi “ha risonanza, ma bisogna andare al problema vero e cioe’ che il massacro continua con vittime innocenti da una parte e dall’altra”.
 

Nessuna sfida all’Occidente, quindi, nel pregare Allah in piazza Maggiore. “La sfida piu’ forte e’ quella che ognuno fa con se stesso per accettare il bene e condannare il male”, dice Parracino. E, come nel caso di Gaza, “far scendere in piazza le persone di buona volonta’ perche’ possano dire la propria opinione e far valere il proprio peso”.
La Lega nord, intanto, torna a chiedere la chiusura del centro islamico. Parracino la bolla come “campagna elettorale gratuita a scapito della comunita’ musulmana, devono finirla di attaccarci e accusarci senza nessuna prova di niente”. I musulmani che vivono sotto le Due Torri, insomma, sono stanchi di doversi “giustificare di continuo”. 

Per quanto riguarda il proseguire delle mobilitazioni, Parracino non parla di iniziative simili a quella di sabato al momento in cantiere. Ma se sindacati, associazioni e altri soggetti decideranno di dar vita a nuovi appuntamenti, “li appoggeremo sempre- si limita a dire Parracino- e’ una cosa sentita da tutti”, e “non smetteremo mai finche’ non smetteranno di combattere”.
Parracino torna sull’emblema di Israele dato alle fiamme nel mezzo del corteo, in via Rizzoli: “Un gesto che ho condannato subito, e sono andato immediatamente a spegnere la bandiera”.
Dopo, racconta Parracino, “ho ripreso” l’autore. “E’ stato uno sfogo”, gli ha spiegato questi. Pero’ “sono gesti che non aiutano nessuno”, ribadisce il vicepresidente del centro di cultura islamica.
Intanto e’ arrivata in Procura l’informativa della Digos sulla giornata di sabato, e al momento non si ipotizzano reati.

  • 05/01/2009 16:28
    Jacopo
    Personalmente sono per la reciprocità: Quando, nei paesi islamici, ai cattolici sarà permesso di praticare il culto liberamente senza il timore di essere lapidati o bombardati, allora anche loro potranno praticare la loro religione da noi. E' inaudito che nel nome della tolleranza a tutti i costi, si permettano cose del genere. Avevano l'autorizzazioni di riunione in luogo pubblico? le leggi del paese che li ospita (l'Italia) sono state rispettate? E poi, basta con la difesa a spada tratta dei Palestinesi. Ma perchè non si prova a pensare a 360°? perchè nessuno condanna Hamas che per prima ha ripreso le ostilità dopo la fine della tregua?? perchè nessuno dei super tolleranti invade le strade per difendere i morti civili israeliani? ci si lamenta che la reazione di Israele è spropositata? Se Hamas avesse gli strumenti di Isarele non esiterebbe ad utilizzarli, statene certi, con conseguente aumento delle vittime civili israeliane.
  • 05/01/2009 18:58
    stefano
    basta , a queste manifestazioni si reagisce con altre manifestazioni, se alla stessa ora la piazza fosse stata occupata da noi cristiani (che invece ce ne stacamo col sederino al caldo nelle nostre casucce),i musulmani non avrebbero trovato lo spazio fisico per riunirsi a pregare. e' ora che la chiesa chiami a raccolta noi cristiani smidollati e buoni a nulla capaci solo di indignarsi,fare la voce grossa tra le mura domestiche,per poi abbassare lo sguardo se un islamico ti sfida a farlo, DOVE E' LA CHIESA?????????? SI Faccia viva e cosi anche le istituzioni , per imporre le giuste regole che devono essere rispettate da TUTTI non solo da noi credenti: prima che succeda l'irreparabile cioe' la guerra
  • 05/01/2009 18:59
    Arturo
    Veramente in gran parte dei paesi mussulmani ci sono chiese cristiane e cattoliche. Anche nella striscia di Gaza, dove una bambina cattolica di 13 anni è morta per la paura dei bombardamenti. Leggete quello che scrive un parroco cattolico di Gaza, ben diverso da Monsignor Vecchi e dalla superbia anticristiana delle gerarchie ecclesiastiche.
  • 06/01/2009 00:19
    blackmacigno
    Basta con queste carnevalate !!! Siamo in Italia e se vogliono pregare lo facciano a casa loro come tutti i cristiani. Basta mettere la religione nella politica. Per la difesa di Israele nessuno ha alzato un dito mentre Hamas sparava razzi sui civili, sui bambini nelle scuole, ci sono i video anche su Youtube, andateli a vedere. E' tutta una messa in scena dei musulmani la difesa di Gaza, mai una parola per gli insediamenti israeliani bombardati. Altro che moschee covi in Europa di terroristi ! Parracino va in Arabia Saudita e smettila di sostenere cause che non sono tue. La solidarietà non è a senso unico così come il pregare col sedere per aria non serve se dopo si inneggia e s'impreca e si bruciano bandiere israeliane. Basta con l'idiozia di sterminare il popolo israeliano, quando i musulmani sapranno accettare questo allora ci sarà la pace, diversamente Israele deve difendersi dall'arroganza e criminalità di Hamas e di chi ne condivide le gesta di questi esaltati personaggi.
  • 06/01/2009 18:49
    the queen
    del resto suppongo che tu sia stato nei paesi islamici ,vero jacopo?e quello che hai scritto non lo hai messo giù per sentito dire,come succede troppo spesso. ti sembra che leggi italiane siano state violate?è stata hamas ad interrompere la tregua?quante volte durante la "tregua" israele ha lanciato missili??si chiama tregua a misura d'israele?forse non ci sono manifestazioni per le morti israeliane per il semplice fatto che il rapporto di morti è di 1 a 100...proporzionato giusto? smettetela di ripetere a pappagallo ciò che sentite via mass media !!!
  • 07/01/2009 00:54
    Reciprocità?
    Qualcuno ha sentito la notizia che il re del Bahrein ha donato al Papa un terreno sul quale costruire una chiesa? Tutti gli islamofobi tirano in ballo la presunta mancanza di reciprocità: ebbene, spesso quest'arma è spuntata perchè non vi è nazione al mondo in cui non ci siano comunità cristiane fatte nascere dai missionari che da secoli perseguono la cristianizzazione di ciascuno e tutti i Paesi del mondo. Ci si è mai chiesti se la presenza dei missionari cristiani fosse gradita? Ci si è mai chiesti cosa pensassero quelle genti dei missionari che pretendevano di imporre il loro dio e la loro morale a popoli che avevano culture e tradizioni diversissime? Insomma, ora qui si grida all'invasione: ma che abbiamo fatto noi da secoli immemorabili? Infine, a proposito di Israele: qualcuno sa quali fossero i suoi confini nel 1947? Non c'erano, perchè Israele non esisteva. Ora, se 80 anni fa qualcuno avesse preso la terra dei nostri nonni dicendo che spettava a lui, glie la lasceremmo senza fiatare? Shalom-Salaam.
  • 07/01/2009 21:17
    eugenio
    Perchè non facciamo la stessa cosa anche noi Italiani e cattolici, andiamo a pregare vicino la moschea!!! Non possiamo sopportare più l'arroganza di questi soggettie e la magistratura ce copre questa vergogna. Sono un cittadino molto adirato
  • 09/01/2009 17:28
    marco
    si la devono smettere, noi bolognesi siamo anche troppo tolleranti nei loro confronti non ci possono violentare. vadano a pregare nei loro templi o a casa loro, lo possono anche fare. cosa succederebbe se noi preparassimo un altare e ci mettessimo a pregare in mille in una piazza del marocco ?? non sarebbero tolleranti come lo siamo noi.
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