Appare improbabile che emerga un’altra risposta che non sia quella dell’embolia. L’accertamento però servirà a stabilire se alla donna siano state somministrate o meno le terapie previste dalla profilassi anti-trombotica
Macerata, 1 aprile 2008 - Oggi è il giorno dell’autopsia sulla salma di Irina Narizhna, la giovane mamma morta dieci giorni fa in seguito a un intervento di chirurgia plastica al seno. L’esame dovrebbe risolvere il giallo attorno alle cause che hanno provocato il decesso dell’ucraina di 35 anni, operata nel reparto del professor Aldo Bertani all’ospedale di Torrette
In realtà il giallo è parziale, in quanto appare improbabile che emerga un’altra risposta che non sia quella dell’embolia. L’accertamento però servirà a stabilire se alla donna siano state somministrate o meno le terapie previste dalla profilassi anti-trombotica.
Forse anche per questo la procura di Ancona, che ha aperto un’indagine per omicidio colposo, ha voluto vederci chiaro sequestrando tutte le cartelle cliniche inerenti al caso. Quattro medici del reparto, compreso il primario, Aldo Bertani, sono stati iscritti al registro degli indagati. Questa mattina saranno un medico legale di Bologna e un chirurgo plastico di Roma a svolgere l’autopsia, mentre le parti si avvarranno della presenza di propri periti; per i risultati definitivi dell’esame saranno necessari due o tre mesi.
Dopo l'esame, la procura potrà autorizzare lo svolgimento del funerale. Subito dopo la morte della giovane mamma, il suo fidanzato Marco Bravi aveva deciso di farlo celebrare a Treia, e ora sembrerebbe che l’amministrazione comunale voglia sostenerne le spese.
Sul futuro della figlioletta di Irina, Vanessa, di 8 anni, c’è ancora molta incertezza. Il padre, assistito dall’avvocato Graziano Pambianchi, ha ottenuto finalmente dal Comune di Ancona il certificato di morte che dovrebbe accelerare le pratiche per farlo rientrare dalla Nigeria.
Le stesse pratiche stanno facendo i genitori di Irina, che vorrebbero assistere al funerale della figlia. La piccola Vanessa nel frattempo è ancora a Treia, con la famiglia di Marco Bravi, in attesa di conoscere le decisioni che prenderà l’unico genitore che le è rimasto. La piccola, sempre vissuta a Macerata, non parla il russo e ha visto pochissimo il padre.
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