Il leader del Pdl è attesto per oggi pomeriggio in piazza del Papa. "Le Marche sono una straordinaria fucina di imprese e gli imprenditori sanno che la nostra ricetta è l’unica in grado di risollevare il Paese"
Ancona, 2 aprile 2008 - Silvio Berlusconi arriva nelle Marche. Oggi alle 18 sarà in piazza del Papa, ad Ancona.
Presidente crede che sia giunto il momento del sorpasso del Pdl in questa regione definita tra le più rosse d’Italia? ''Sbaglia chi crede che le Marche siano una ‘regione rossa’. Qui la tradizione politica dei partiti moderati è da sempre molto forte e la composizione sociale è più affine alle regioni in cui noi abbiamo storicamente la leadership, come Veneto o Lombardia. Le Marche sono una straordinaria fucina di imprese, dalle piccolissime alle più grandi e gli imprenditori sanno che la nostra ricetta è l’unica in grado di risollevare il Paese. Il governo Prodi, poi, ha ‘dato’ a questa regione una sola cosa: il blocco dei cantieri delle infrastrutture che noi avevamo avviato a realizzazione. Aggiungiamo poi i guasti prodotti dalla sinistra a livello regionale, dove il partito di Veltroni, saldamente insieme all’estrema sinistra nella gestione del potere, ha colpito i cittadini con una fiscalità tra le più alte d’Italia. Ecco detti i motivi per i quali i marchigiani non potranno dare fiducia a questa sinistra. Lo scorso anno, alle amministrative che non sono per noi il miglior terreno di gara, la sinistra ha perso oltre 40mila voti. E altri ne perderà''.
L’Udc sostiene di poter conquistare un senatore: è possibile? E questo potrebbe pregiudicare la vittoria del Pdl? ''Nel 2006, in alleanza con noi, il partito di Casini riuscì ad eleggere un senatore, Amedeo Ciccanti. Il fatto che oggi quel senatore abbia rifiutato di ripresentarsi per il Senato e sia candidato alla Camera la dice lunga sul risultato che quel partito si attende. A questa considerazione aggiungo che il consigliere regionale Massi, eletto con l’Udc, è entrato a far parte del Pdl, insieme a tanti esponenti marchigiani del suo partito. I cittadini, poi, devono sapere come funziona la legge elettorale. Se un partito non ha il 4% dei voti non entra alla Camera; se non ha l’8% non entra al Senato. Con questa regola votare un partito minore del centrodestra, come l’Udc o La Destra, vuol dire sprecare il proprio voto, sottrarlo all’unica forza del centrodestra che ha la possibilità di vincere le elezioni: il Popolo della Libertà. Per questa semplicissima ragione un voto dato a Casini e Buttiglione o alla Santanché e Storace equivale a regalare un voto a Prodi e Veltroni''.
Un’eventuale vittoria del Pdl potrebbe aprire la strada a un cambio anche della Regione. ''Certamente. I marchigiani devono sapere che Veltroni è l’altra faccia di Prodi. E che per lo sviluppo dell’economia di questa regione la cura peggiore è il ‘tassa e spendi’ della sinistra. I tanti imprenditori che rappresentano la forza viva di una regione che può crescere non devono illudersi sulla conversione della sinistra. Per la sinistra l’impresa è sempre e solo una pecora da tosare. Spesso fino a farla morire di freddo''.
Nel suo ultimo Governo, con la ‘legge obiettivo’, ha permesso l’inizio della realizzazione della Quadrilatero: qual è il suo prossimo ‘contratto’ con i marchigiani? ''Intanto riaprire i cantieri che la sinistra ha bloccato, compresi quelli del Quadrilatero. Quindi dobbiamo pensare a un grande rilancio del porto di Ancona. Ho avuto modo di vedere un grande progetto di trasformazione studiato dai nostri rappresentanti regionali che può portare alla realizzazione della più importante marina da diporto dell’Adriatico: un progetto che consentirebbe anche all’Italia di ospitare importanti competizioni veliche internazionali e che darebbe ad Ancona un rilancio nel turismo di qualità indispensabile allo sviluppo di tutta la regione. Senza con questo penalizzare il cabotaggio delle merci e il traffico di passeggeri. Infine, è forse venuto il momento di pensare ad una autostrada che unisca Ancona a Roma. Non è un progetto per l’immediato, ma nei prossimi cinque anni va avviato''.
Questa regione presenta un elevato deficit energetico: è favorevole alla realizzazione delle mega centrali progettate dall’Api che si scontrano con il Piano energetico regionale? ''Anche le Marche presentano un gap energetico che va colmato e il ricorso alle fonti alternative non esiste. E’ dunque indispensabile sviluppare, in vista del rilancio del nucleare europeo, gli impianti termoelettrici, naturalmente dotandoli di tutte le tecnologie pulite di cui disponiamo''.
Presidente, quale messaggio invia ai giovani precari, ai neo laureati dei quattro atenei marchigiani, sul loro futuro? ''Nei cinque anni in cui abbiamo governato abbiamo creato un milione e seicentomila nuovi posti di lavoro, tre quarti dei quali sono diventati posti di lavoro di qualità, con contratti a tempo indeterminato. In una regione come le Marche, dove l’imprenditorialità è diffusa e i distretti produttivi, dal mobile alla calzatura, sono dinamici e innovativi, le possibilità di lavoro, di sviluppo e di impresa sono molte. Con noi al governo, che introdurremo ad esempio la totale detassazione delle nuove microimprese dei giovani per i primi tre anni di attività, saranno maggiori che con una sinistra che, si chiami Prodi o Veltroni, ha l’idolatria delle tasse, tanto da definirle ‘bellissime’''.
Alfredo Quarta
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