In una nota si legge che "i dipendenti protestano contro l'art 37bis del disegno di legge 1441 in iter di approvazione che, di fatto, interrompe il processo di stabilizzazione e impedisce il rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato"
Ancona, 2 ottobre 2008 - Periodo di scioperi e di proteste per i lavoratori marchigiani. Oggi il personale del Cnr - consiglio nazionale delle ricerche - dell'istituto di scienze marine di Ancona ha dichiarato lo stato di agitazione. In un comunicato si legge che "i dipendenti protestano contro l'art 37bis del disegno di legge 1441 in iter di approvazione che, di fatto, interrompe il processo di stabilizzazione e impedisce il rinnovo di tutti i contratti a tempo determinato, assestando un duro colpo alla ricerca italiana".
La nota sottolinea che "La ricerca nel Bel Paese, infatti, basa la gran parte della propria attività su ricercatori, tecnici ed amministartivi precari, che nel Cnr dorico rappresentano il 50% del personale. Il costo del personale precario del Cnr Ismar non grava sulla spesa pubblica, ma viene coperto da finanziamenti esterni.
Un tale emendamento finirebbe quindi con lo sperperare le ingenti risorse -umane ed economiche- degli istituti di ricerca."
Per poi concludere che "di fatto, senza mezze misure, si stronca l'attività di ricerca del Cnr Ismar anconetano, uno dei più importanti centri di ricerca sulla pesca marittima nel Mediterraneo, che da 40 anni partecipa, anche con ruolo leader, a progeti di ricerca nazionali e internazionali e si mette a repentaglio il futuro di persone che svolgono con passione e responsabilità il loro lavoro".
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