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MMS PERICOLOSI

Baby ricatto a luci rosse
Arrestata una studentessa

Tre teen-agers dell’istituto Stracca-Angelini decidono di farsi delle foto con i telefonini totalmente nude. Gli scatti sono diventati, poi, una micidiale arma di ricatto da parte di una turbolenta 17enne che ora si dice 'pentita e dispiaciuta'

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Una ragazza al cellulare (foto Pressphoto) Ancona, 24 ottobre 2008 - Un pomeriggio come tanti altri di qualche giorno fa. Tre studentesse minorenni dell’istituto superiore Stracca-Angelini, invece di studiare decidono di farsi delle foto con i telefonini. Fin qui nulla di scandaloso. Peccato, però, che le foto non sono innocenti o scherzosi ritratti di volti sorridenti, ma nudi integrali, parti intime in primo piano.

 

Foto che si trasformano in una micidiale arma di ricatto nei confronti di una delle tre ragazzine, una quattordicenne. Le sue due compagne di scuola, forse già d’accordo, cancellano dalla memoria dei cellulari le loro foto, ma salvano quelle dell’altra ragazza. Poi una di esse gliele invia per mms. La studentessa si rende subito conto di non essere al centro di uno scherzo.

 

La più grande del gruppetto, una diciassettenne di origine slava, ma da tempo residente in città con i suoi familiari, l’avvicina e la ricatta. "Se non vuoi che queste foto finiscano su internet mi devi dare dei soldi".
Il gioco si fa pesante. La vittima dell’estorsione si tiene tutto dentro, per la vergogna di dover raccontare la verità ai genitori. Poi, però, dopo le ripetute minacce della sua compagna più grande, cede di schianto e decide di raccontare tutto al papà e alla mamma.

 

I genitori della ragazza non perdono tempo e si rivolgono ai carabinieri della tenenza di Falconara che iniziano subito le indagini molto riservate. Trattandosi di minorenni, coinvolti peraltro in questioni così delicate, occorre muoversi con grande circospezione e attenzione.

 

E i carabinieri sono abilissimi nel farlo. Raccolgono la denuncia della vittima dell’estorsione, si fanno raccontare i fatti. Poi convincono la stessa ragazza a mettere in pratica la trappola decisiva. Appuntamento mercoledì pomeriggio, per la consegna dei soldi alla ricattatrice.

 

La diciassettenne, una ragazza turbolenta a scuola e fuori, si presenta puntuale all’incontro. Ma quando la vittima dell’estorsione a 'luci rosse' tira fuori i soldi e li consegna alla compagna, scatta il blitz dei carabinieri che avevano osservato in incognito tutta la scena. La ragazzina crolla di fronte al fuoco di domande degli investigatori e ammette tutto.

 

Ora resta da chiarire la posizione di una complice minorenne che avrebbe avuto un ruolo, anche se più marginale, nella vicenda. La diciassettenne è agli arresti nel centro di prima accoglienza del Tribunale dei Minori di Ancona. E’ accusata di estorsione e di minacce nei confronti della sua compagna di scuola. Ora, però, la giovane si dice dispiaciuta e pentita per ciò che ha fatto.

 

Lo stato d'animo dell'adolescente, riportato da chi l'ha sentita dopo l'arresto, è quello di chi solo ora si è
reso conto di aver fatto una cosa molto grave. Probabilmente domani verrà interrogata dal gip dei minori
Vincenzo Capezza. Tra le varie opzioni, il pm Franco Venarucci potrebbe richiedere anche l'inserimento in una comunità di accoglienza per minori. Probabilmente l'avvocato difensore Francesco Scaloni chiederà la scarcerazione.










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