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IL RICATTO A LUCI ROSSE

La 17enne: "Non è tutta colpa mia"

La studentessa arrestata tira in ballo anche una 15enne. Duecentocinquanta euro: questa la somma richiesta alla vittima del ricatto per cinque foto osé. Parla la preside dell’Istvas: "Emergenze da affrontare"

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Cellulare (foto Ansa) Ancona, 25 ottobre 2008 - Sa di aver fatto una stupidaggine e se n’è già pentita amaramente. Ma la studentessa di 17 anni che da mercoledì si trova ristretta nel centro di prima accoglienza del Tribunale dei Minori di Ancona in seguito all’arresto operato dai carabinieri della tenenza di Falconara, non ci sta a prendersi tutte le colpe. Così ieri, parlando con uno psicologo e con una delle assistenti sociali che la stanno seguendo, ha detto di aver agito su impulso di una sua amica di quindici anni, la terza ragazza che avrebbe preso parte al tentativo di estorsione nei confronti della studentessa di 14 anni vittima di un ricatto a 'luci rosse' che sta facendo scalpore in città.

 

La ragazza arrestata, che oggi verrà interrogata dal Gip dei Minori Vincenzo Capezza alla presenza del suo legale, l’avvocato Francesco Scaloni, ha riferito di essere stata mezza in mezzo. L’idea di ricattare la quattordicenne non sarebbe stata sua, ma dell’amica, anche lei studentessa allo Stracca-Vanvitelli di Montedago.

 

La vittima dell’estorsione si sarebbe scattata da sola le foto osé. Veri e propri ritratti di nudo integrale e di parti intime. Ma quello che sarebbe dovuto essere soltanto un gioco stupido tra adolescenti, si è trasformato in una pagina di cronaca nera. La 17enne slava ha confessato, tra le lacrime di pentimento, di essere venuta in possesso delle foto della compagna di scuola quattordicenne.

 

A sottrarre il telefonino, approfittando di una distrazione, sarebbe stata proprio la terza ragazza, che è già stata identificata dai carabinieri e che rischia di essere indagata con l’accusa di concorso in appropriazione indebita. Quest’ultima avrebbe scaricato le foto proibite e le avrebbe inviate con degli mms alla 17enne slava.

 

La giovane studentessa arrestata sostiene di non aver avuto lei l’idea della richiesta estorsiva. Ma in ogni caso i soldi alla quattordicenne glieli ha chiesti. Per l’esattezza 250 euro, in tranche da cinquanta euro ciascuna. I risvolti delle indagini effettuate dai carabinieri di Falconara nascondono particolari che, se confermati, sarebbero inquietanti. L’adolescente sarebbe stata costretta a subire le angherie delle sue amiche per colpa di quelle cinque foto osé.

 

L’avrebbero ricattata dicendole anche che se non avesse pagato, non solo le immagini sarebbero state messe in rete, ma anche stampate sui dei volantini che sarebbero stati fatti circolare a scuola. La studentessa di 14 anni inizialmente non ha detto una sola parola ai genitori per la vergogna. Poi, però, dopo essere stata avvicinata in un’occasione anche a brutto muso dalle compagne, si è convinta a raccontare tutto ai genitori. Da lì, il passo verso la denuncia ai carabinieri è stato molto breve.

 

La 'trappola' dei militari è scattata a Falconara, dove era stato concordato l’appuntamento per la consegna dei soldi. Pochi istanti e la 17enne è stata fermata. Con una banconota nelle mani figlia di una storia allucinante.
 

Andrea Massaro










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