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TRAVOLSE E UCCISE I QUATTRO RAGAZZI DI APPIGNANO

Furto di un'auto dei vigili e molestie
a prostitute: nuovi guai per Ahmetovic

I fatti risalirebbero a due mesi prima della tragica notte del 22 aprile. Dell'episodio il rom si sarebbe vantato in una telefonata ad un pregiudicato ascolano fatta nel dicembre scorso dal residence dove si trovava ai domiciliari. Chiamata che poi gli valse, insieme ad altre violazioni, il ritorno in carcere

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Ahmetovic prende il sole nel terrazzo del residence Ascoli Piceno, 11 aprile 2008 - Una bravata notturna è costata a Marco Ahmetovic, il rom che travolse e uccise i quattro ragazzi di Appignano, e a Remo Pizi, suo amico, un ordine di custodia cautelare per i reati di furto e danneggiamento. Secondo gli inquirenti, due mesi prima della strage di Appignano i due avrebbero cercato di rubare un'auto della Polizia municipale di Maltignano, senza riuscirci. Pochi giorni dopo invece il colpo sarebbe andato a segno in Abruzzo, a Sant'Egidio alla Vibrata.


Con la vettura dei vigili urbani il rom e il suo amico avrebbero trascorso la serata molestando le ragazze straniere che si prostituiscono lungo la Bonifica. Con loro avrebbero portato anche un bimbo rom di dieci anni, ospite del campo nomadi di Appignano del Tronto, poi dato alle fiamme da ignoti dopo la morte dei quattro ragazzi del paese.


Dell'episodio, Ahmetovic si sarebbe vantato in una telefonata ad un pregiudicato ascolano fatta nel dicembre scorso dal residence di San Benedetto del Tronto dove si trovava agli arresti domiciliari. Chiamata che poi gli valse, insieme ad altre violazioni della misura cautelare, il ritorno in carcere.


Sia dalle confidenze telefoniche del rom, sia dagli accertamenti condotti dai carabinieri, sembra che i due si siano limitati a spaventare le prostitute, spruzzando anche spray urticante. L'auto dei vigili di Sant'Egidio fu ritrovata in un torrente, dove poi venne recuperata senza però riuscire a capire, fino ad oggi, chi e perchè l'avesse trafugata.


Il rom di 23 anni che si è visto notificare il provvedimento restrittivo nel carcere di Marino, dove sta scontando i sei anni e sei mesi di reclusione comminatigli per la strage, più tre anni per una tentata rapina all'ufficio postale di Maltignano, commessa insieme a Pizi. Quest'ultimo invece, dopo la condanna a due anni e sei mesi per la rapina era tornato in libertà, ed è stato arrestato dai carabinieri di Ascoli Piceno nella sua abitazione di Maltignano.









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