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Ascoli, quante missioni fallite

Anche stavolta sono stati più i rimpianti che le gioie nonostante il pirotecnico 3-3 con cui l’Ascoli ha chiuso la sfida del 'Matusa'

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Ivo Iaconi Ascoli, 14 aprile 2008 - L’Ascoli non sa più vincere e, soprattutto, a Frosinone ha perso l’ennesima occasione per ottenere un successo in trasferta che manca ormai da sette giornate (l’unico della stagione è stato conquistato ad Avellino dopo un anno di astinenza).

 

E’ vero che oramai il campionato dei bianconeri non ha più niente da dire, ma farebbe piacere un po’ a tutti, Benigni compreso, tornare a casa da una trasferta con un bel sorriso. E invece anche stavolta sono stati più i rimpianti che le gioie nonostante il pirotecnico 3-3 con cui l’Ascoli ha chiuso la sfida del 'Matusa'.

 

Vero è pure che questo campionato sembra davvero quello delle occasioni perse. Si è iniziato a Ravenna nella prima trasferta della stagione a dar via alla lunga striscia di gare dal grande rammarico. Si è proseguito a Vicenza, a Messina, a Pisa, a Grosseto, a Bari e anche a Bologna nel recupero.

 

Poi si è ricominciato nel girone di ritorno con le trasferte di Piacenza, La Spezia, Rimini, a Verona contro il Chievo per finire con la gara di Cesena dove un eurogol di Moscardelli all’ultimo minuto di recupero ha tolto la vittoria dalle mani dei bianconeri. Insomma, un cammino in trasferta sicuramente sfortunato, ma che ha mostrato anche tutti i limiti di una squadra che è incapace di gestire il risultato pur essendo brava a giocarsela alla pari e magari anche a passare in vantaggio.

 

Sarebbe bastato che delle dieci gare pareggiate sulle diciotto giocate lontano dal Del Duca, l’Ascoli ne avesse vinte almeno quattro (Frosinone, Triestina e Piacenza hanno vinto cinque volte fuori casa) e ora avrebbe ben otto punti in più in classifica e quantomeno potrebbe considerarsi ancora in scia alle sei grandi del torneo.

 

E invece, il campionato in trasferta è stato solo ricco di amarezze e di recriminazioni. Iaconi ripete da sempre che se questa squadra gioca senza ritmo e senza aggredire gli avversari, può perdere contro chiunque. E questo è vero. L’Ascoli, spesso, ha ben poca personalità, inutile nasconderlo. Manca un leader in campo, uno capace di dettare i tempi, ma anche capace di caricare i compagni quando accusano evidenti cali di concentrazione.

 

E non parliamo dei tanti errori commessi da un mese a questa parte quando in realtà il campionato dei bianconeri è finito da tempo. Ma parliamo soprattutto della prima parte della stagione quando i giochi erano ancora aperti. Si sperava che adesso potesse diventare Saverino il riferimento in mezzo al campo.

 

L’ex La Spezia, però, tra un problema fisico e l’altro, non è ancora riuscito a dare il suo contributo. Ma il deficit in trasferta non è solo un problema di personalità. Riccardo Maniero dopo la gara contro il Frosinone ha detto che a questa squadra manca la ‘cattiveria’ ed è verissimo. Ci sono giocatori a cui manca proprio la ‘fame’, la voglia di vincere, e se è vero che da qui alla fine sono tutti sotto esame, c’è il rischio davvero che quelli che meriteranno la conferma per il prossimo anno, saranno in pochi.

Valerio Rosa










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