Dalle ultime rilevazioni effettuate dall'Istat, e rielaborate dalla Camera di Commercio, emerge che nel territorio comunale di Ascoli l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati ad agosto è aumentato del 5 per cento, contro il 4 per cento della media nazionale
Ascoli, 13 ottobre 2008 - Non accenna a diminuire la corsa del costo della vita ad Ascoli. Anzi, secondo le ultime rilevazioni effettuate dall'Istat e rielaborate dall'Ufficio Statistica della Camera di Commercio emerge che nel territorio comunale di Ascoli l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati ad agosto è aumentato del 5 per cento.
Un dato particolarmente elevato se viene confrontato con la media nazionale che si è attestata al 4 per cento e la media di Ancona pari addirittura al 3,9 per cento. Ad Ascoli vivere costa quindi sempre di più. Con riferimento ai capitoli di spesa, gli incrementi congiunturali più rilevanti hanno interessato proprio i beni di prima necessità come gli alimentari e bevande analcoliche che hanno subito un aumento del 7,1 per cento rispetto allo stesso mese del precedente anno.
Nel comparto alimentare, persistono le tensioni nel settore pane e cereali. In particolare, l'aumento del prezzo del pane risulta accompagnato dall'analogo comportamento della pasta con particolare intensità per la pasta di semola di grano duro. Aumenti congiunturali si registrano per i prezzi delle carni mentre i prezzi del gruppo “latte, formaggi e uova”, secondo le rilevazioni dell'Istat, sono cresciuti in maniera più contenuta. Per il comparto ortofrutticolo, gli aumenti hanno interessato sia gli ortaggi che la frutta.
Le tensioni sui mercati dei prodotti energetici hanno fatto lievitare dell'8 per cento i prezzi contenuti nel capitolo di spesa abitazione, acqua, elettricità e combustibili. È cresciuta del 5,8 per cento la spesa per le bevande alcoliche e per i tabacchi mentre l'incremento dei prezzi per abbigliamento e calzature è aumentato del 3,1 per cento. A risentire degli aumenti della benzina anche il capitolo dei trasporti che fa segnare un conseguente +7,2 per cento.
Pari al 4,7 per cento è l'aumento dei prezzi per mobili, articoli di arredamento e servizi domestici. Ad agosto era tempo di vacanze e per gli ascolani gli aumenti sono stati del 3,6 per cento per gli alberghi e pubblici esercizi dell'1,1 per cento per attività ricreative spettacoli cultura e del 3,8% per beni e servizi vari. Per i servizi sono da segnalare aumenti tendenziali elevati in alcuni comparti dei trasporti e dei servizi turistici. In particolare sono aumentati i prezzi dei trasporti aerei e dei trasporti marittimi.
A questi si sono aggiunti gli aumenti sostenuti dagli ascolani in vacanza lontano dalle coste Picene dove i prezzi sono rimasti sostanzialmente sotto controlli. Così i prezzi degli stabilimenti balneari sono aumentati insieme a quelli dei camping e in genere dei pacchetti vacanza . Variazioni su base annua negative si sono avute soltanto nel capitolo Comunicazioni (meno 5 per cento) e nel capitolo dei servizi sanitari e spese per la salute -0,2 per cento.
Vittorio Bellagamba
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