Il rom responsabile della strage di Appignano, e Remo Pizi, sono accusati di furto, tentato furto e danneggiamento di due auto dei vigili urbani. Nell’interrogatorio di garanzia entrambi hanno negato ogni responsabilità
Ascoli, 21 novembre 2008 - Si è aperto stamattina al tribunale di Giulianova il processo a carico di Marco Ahmetovic, autore della strage di Appignano, e Remo Pizi, 22enne ascolano, accusati di furto, tentato furto e danneggiamento di due auto dei vigili urbani di Maltignano e di Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo).
Alcuni carabinieri che presero parte alle indagini sono stati ascoltati dal giudice, che ha sentito anche il sindaco di Maltignano, prima di rinviare la prosecuzione del processo al 13 marzo del prossimo anno. I due furono incastrati da una telefonata intercorsa tra Ahmetovic e un pregiudicato ascolano, fatta mentre il giovane rom si trovava agli arresti domiciliari, in un residence di Porto d’Ascoli.
Nella telefonata intercettata dai carabinieri il ragazzo si vantava della bravata compiuta. Quelle parole gli costarono anche il ritorno dietro le sbarre, a ridosso di Natale. Con l’auto rubata, Ahmetovic e Pizi avrebbero anche importunato delle prostitute lungo la strada Bonifica, spruzzando anche sul loro volto gas urticante. Nell’interrogatorio di garanzia entrambi hanno negato ogni responsabilità.
Tutti e due sono finiti davanti al giudice anche per un altro episodio che li riguarda. Si tratta di una tentata rapina compiuta in un ufficio postale di Maltignano. Accusa per cui Pizi ha patteggiato una condanna a due anni e mezzo di carcere mentre Ahmetovic, con rito abbreviato, è stato condannato dal gup a tre anni di reclusione. Sul capo di Ahmetovic pende poi la condanna a sei anni e mezzo per la strage di Appignano del 23 aprile 2007, nella quale morirono quattro ragazzi investiti dal suo furgone. Il rom guidava ubriaco.
Al tribunale di Ascoli, invece, si sta celebrando un processo a carico di Giulio Ahmetovic, del clan che fino a pochi giorni dopo la strage di Appignano viveva nel campo rom di Valle Orta. L’imputato è stato bloccato a gennaio del 2007 dalla polizia stradale, mentre guidava un furgone Ducato bianco con una targa diversa rispetto a quella apposta sui documenti di circolazione del mezzo. Lo smarrimento della carta di circolazione del veicolo, esibita dall’Ahmetovic alla stradale, era stata denunciato da una parrocchia di Bergamo.
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