BOLOGNA, 13 AGOSTO 2007 - "La civilissima Bologna non può compiere un atto di degrado simile: tradisce non solo queste donne, ma tutta la sua tradizione di cultura». Don Oreste Benzi, fondatore dell’associazione Papa Giovanni XXIII, sacerdote da anni impegnato in strada nella lotta alla prostituzione, insorge contro Libero Mancuso. E ieri mattina, pure in televisione, alla trasmissione di Raiuno ‘A sua immagine’, ha condannato senza appello l’idea dell’assessore di creare strade a luci rosse in città, in periferia, dove concentrare le prostitute.
Don Benzi, come ha reagito a questa proposta?
«Amareggiato, ecco come mi sono sentito. Questo dimostra che anche coloro che hanno autorità non capiscono nulla sulla prostituzione».
Per Mancuso è una soluzione che può aiutare a tenere il fenomeno sotto controllo.
«E’ un’idea orribile. Così si trattano le donne solo come merce da vendere e comprare, vengono ridotte alla pura funzione sessuale per soddisfare maschi deviati».
Però, con le strade a luci rosse, anche i controlli delle diverse forze dell’ordine potrebbero essere concentrati, così come gli aiuti alle prostitute.
«Ma sono schiave in mano al racket. Mancuso dia un’occhiata alla legge 228 del 2003 e scruti bene gli articoli 1, 2 e 3. E’ colpevole di proporre soluzioni per far continuare la schiavitù di queste donne».
Non è esagerato?
«In questi luoghi, si permetterà ai criminali di agire in libertà come vorranno protetti dallo Stato, la tratta non sarà spezzata. Sono tante le cose che Mancuso dovrebbe sapere sulla prostituzione».
Le elenchi.
«Ad esempio che il 90 per cento delle prostitute bianche ‘importate’ in Italia è di nazionalità rumena. Di queste, il 50 per cento è minorenne».
Poi.
«Che il suo progetto è contrario alla convenzione dell’Onu che pure l’Italia ha firmato: la prostituzione non è compatibile con la dignità delle donne».
La lista è lunga...
«Non è finita: Mancuso dovrebbe sapere che è proibito gestire case di tolleranza, che siano al chiuso o all’aperto. Poi che così si rovinano le nuove generazioni».
Come?
«I dieci milioni di uomini che in Italia vanno a prostitute alla fine non sono più capaci di essere padri. Non lo dimentichiamo, i clienti sono i primi sfruttatori».
Il suo giudizio è durissimo.
«Ribadisco, è un’idea orribile. Che non mi sarei mai aspettato arrivasse da una città come Bologna. Una volta la sinistra si rifaceva a Marx dicendo: ‘Proletari unitevi’. Adesso si chiede che tutti insieme si vada a portar via le figlie di questi proletari, per commerciarle. Ma dove sono finiti i rivoluzionari?».
Non considera neanche che con zone a luci rosse il fenomeno potrebbe essere controllato? E’ questo che spinge Mancuso...
«Il male non si regola, ma si elimina, deve essere spazzato via. Sarebbe come proporre di regolare i furti, indicando dove si possono fare o no. Nessuna donna nasce prostituta e Mancuso non deve smettere di lottare contro chi fa diventare le donne prostitute».
di Matteo Naccari
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