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BUFERA ISLAM

Mons. Vecchi: "La moschea
non è come una parrocchia"

Dopo l'affondo di Merola contro la Curia, il vescovo ausiliario attacca: "Non si possono paragonare due realtà così diverse, la parrocchia 'appartiene al nostro tessuto sociale', la moschea, invece, si introduce in un ambiente politico che ha bisogno di essere verificato"  Commenta la notizia

Monsignor Vecchi Bologna, 12 settembre 2007 - I dubbi sulla moschea, all'interno della Curia bolognese, rimangono. E di certo, l'affondo di ieri contro via Altabella dell'assessore all'Urbanistica del Comune di Bologna, Virginio Merola, non migliora l'atmosfera. Il nodo non sono solo le dimensioni della moschea, ma l'uso in se' che viene fatto del luogo, sia come sede di culto sia come fonte di aggregazione sociale.
Di fatto "si da' un'altra citta'" afferma Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare di Bologna, che oggi, a margine della tre giorni del clero, torna a parlare dell'argomento. Con la moschea, spiega Vecchi, "si da' un'altra agenzia culturale che non si contrappone alla Chiesa ma allo Stato laico". Resta comunque il fatto che, ribadisce il vescovo in risposta a Merola, "le moschee non si possono mettere sullo stesso piano delle parrocchie, che sono realta' diverse".

Il vescovo ausiliare di Bologna, parlando della moschea ai microfoni di E'-tv, dice: "La gente va ascoltata perche' con la moschea si va a introdurre una realta' che incide sul tessuto sociale". Il vescovo porta l'esempio della chiesa di S.Monica e S.Agostino, in zona Corticella. I residenti non la volevano perche' avrebbe coperto un prato verde. Cosi' la Curia "ascolto' i cittadini e la Chiesa venne spostata". La stessa cosa, in sostanza, Vecchi chiede venga fatta per la moschea.

 

Poi il discorso vira inevitabilmente verso la critica alle parole dell'assessore all'Urbanistica del Comune di Bologna, Virginio Merola.
"Non possiamo confondere i cittadini- dice Vecchi- bisogna smettere di paragonare le moschee alle parrocchie: siamo lontani mille miglia". Secondo il vescovo di Bologna, infatti, "non si puo' fare il paragone", perche' la parrocchia "appartiene al nostro tessuto sociale: e' al servizio della gente, da' origine alle Caritas e parla italiano". Una moschea, invece, e' una "realta' che si introduce, un ambiente politico che va paragonato piuttosto al Comune, alla Provincia o allo Stato, e che ha bisogno di essere verificato".

  • 12/09/2007 16:13

    Ma x l'amor di dio...vogliamo scherzare? provate ad aprire una chiesa dalle loro parti e poi il Sig.Cofferati mi dirà! Spero che apra gli occhi lui ed il suo Merola sulla questione.
  • 12/09/2007 20:20

    La mosche (le molte moschee) ci possono e devono essere, purchè sia ben chiaro cosa sono e come sono gestite. NON sono assolutamente l'equivalente islamico delle parrocchie, ma sono dei centri religiosi, politici, economici ed altro ancora (come forse erano le Chiese alcuni secoli fa: veri centri di un potere quasi assoluto). Si sa chi sono i responsabili economici, culturali e "sociali" della moschea? Si sa cosa viene detto (in quali lingue) nelle moschee?
  • 13/09/2007 01:26

    Il nostro Monsignore ha ragionissimo: mai detto così bene. Soprattutto quando parla di ambiente politico e non solo religioso, entrambi alieni alla città e che per cultura non vogliono integrarsi, ma Colonizzarci!!! Vi rendete conto del pericolo per il futuro prossimo e remoto?
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