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LIETO FINE A LOIANO

Fuga d'amore per Riccardo
Voleva raggiungere una ragazzina
napoletana conosciuta in chat

Dieci ore con il fiato sospeso alla ricerca di Riccardo Bovina, il 12enne di Loiano, scappato di casa per raggiungere una ragazzina napoletana conosciuta via internet. Per ritrovare Riccardo, oltre ai carabinieri e alla polizia ferroviaria, si era mobilitato anche «Chi l'ha visto» Commenta

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Riccardo Bovina, bimbo fuggito di casa Bologna, 29 gennaio 2008 - Una fuga d'amore - se così si può dire a quell'età - sarebbe all'origine della scappatella da casa di un ragazzino di 12 anni di Loiano, nel Bolognese, Riccardo Bovina: il ragazzo - ritrovato nella notte dalla Polfer alla stazione di Napoli dopo che si era allontanato nel pomeriggio da casa, prendendo una corriera per arrivare a Bologna - voleva incontrare proprio in stazione una ragazzina di 13 anni conosciuta in chat: ma la ragazza, semmai realmente esistente, non si è presentata all'appuntamento.

Per ritrovare Riccardo, oltre ai carabinieri e alla polizia ferroviaria, si era mobilitato anche «Chi l'ha visto»: il papà aveva lanciato un accorato appello per ritrovare il figlio, spiegando che era senza soldi e senza cellulare. Poco dopo, però, la scoperta di un ammanco di mille euro dalla cassa del bar ristorante gestito dai genitori. Attorno alla mezzanotte, infine, la telefonata liberatoria da Napoli con il lieto fine: l'intero paese di Loiano, sull'Appennino bolognese, ha gioito dopo aver vissuto ore di angoscia. Adesso Riccardo è in viaggio di ritorno verso casa.

  • 29/01/2008 14:43

    Forse i genitori, dopo una bella strigliata, farebbero bene a fare una sana autocritica e capire come mai il bambino non avesse loro raccontato nulla...
  • 29/01/2008 15:10

    Ancora una volta si evidenzia l'assoluta necessita'di tutelare i minori che navigano in rete; Innanzitutto con l'informazione e l'assistenza famigliare nonche'con l'eventuale introduzione di archivi informatici sui dati utenti di chi chatta: si dovrebbe essere verosimilmente identificati anche da un eventuale interlocutore minore non in possesso di tutte quelle tecniche di analisi che permettono ad un adulto di smascherare un comportamento ingannevole. E'l'unica arma che abbiamo contro la societa' degli orchi: il controllo dei nostri bambini... bambini
  • 29/01/2008 21:20

    Innanzitutto l'importante è che la storia si sia conclusa bene. Ma poi cosa vrà fatto mai un ragazzino di 12 anni? Ha regolarmente pagato il biglietto del treno, non ha fatto male a nessuno ed è andato appresso all'istinto umano. Scherzi a parte a quell'età è alta la capacità di volere, ma non di intendere. La colpa è solo dei genitori!!!
  • 29/01/2008 22:36

    Cosa può fare un genitore oggi? uno schiaffo al figlio? no una punizione?no siamo costretti a far crescere i nostri figli in casa tra pc e play perchè fuori c'è un mondo che fa schifo. Allora dove sono le leggi sui minori? abbiamo prostitute,drogati,ladri sempre al fianco e questo è educativo per i figli? ma quale psicologa? ma pulite l'italia e date l'opportunità ai nostri figli di godere del sole non di vivere nascosti.Noi eravamo in bici tutto il giorno con le ginocchia tutte rotte ma rossi dal sole con qualche sberla al bisogno dai nostri genitori e senza psicologo. Ma siamo ancora tutti qui piu sani che mai!
  • 30/01/2008 08:37

    ai genitori di Riccardo e a Lui in particolere: è "l'amor che move il sole e l'altre stelle" (Dante)
  • 30/01/2008 10:05

    Forse sarebbe stato meglio che i genitori avessero "accompagnato" il ragazzino nelle sue "gite" in Internet. Non per violarne la privacy, ma per difenderlo da eventuali brutti incontri.
  • Sono presenti 6 commenti
 

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