Bologna, 8 aprile 2008 - Decidera' se lasciare o meno Bologna "entro la fine del mese di giugno". Ma gia' ora il sindaco Sergio Cofferati abbozza un primo bilancio del suo mandato e ammette che quando si e' candidato, nel 2004, non si aspettava affatto tutte le difficolta' incontrate poi sotto le Due Torri. "Non sono pentito- premette- penso che sia stata una scelta giusta quella che ho fatto. Poi, se efficace, questo lo diranno i cittadini bolognesi, se eventualmente mi ricandidero'. Lo diranno a commento di un'esperienza anche per loro durata cinque anni".
Andando a Bologna a fare il sindaco "ho fatto una scelta consapevole- dice Cofferati- avevo ben chiaro che cosa sarei andato a fare. Non potevo immaginare tutte le difficolta' che ho trovato, ma questo fa parte della vita e del lavoro". Cofferati si e' confidato ieri sera sugli schermi di La7, nel corso della trasmissione "Niente di Personale": nessuna rivelazione sul suo futuro, se non appunto che la scelta potrebbe arrivare anche a fine giugno, ma un'analisi di quanto fatto sotto le Due Torri e dei problemi incontrati nella sua maggioranza "larga" di centrosinistra.
"Cammin facendo- spiega- su alcuni temi abbiamo avuto delle difficolta', perche' una parte di questa maggioranza non ha piu' condiviso il programma elettorale che poi era diventato il programma di mandato e perche' su alcuni fatti nuovi ci sono state divergenze di opinione".
Con la conseguenza che "ad un certo punto non ho piu' avuto la maggioranza in Consiglio comunale". Cofferati, dipinto come nuovo Tex Willer, ha dovuto fronteggiare soprattutto polemiche senza fine, a partire dalla sua battaglia per la legalita'. "Mi sono sentito insultare in piu' di una circostanza- racconta- anche questo fa parte della cattiva politica".
Cofferati spiega pero' in tv di sentirsi ancora a tutti gli effetti di sinistra e di non avvertire nessuna soluzione di continuita' tra la sua carriera da leader sindacale e l'attuale ruolo di primo cittadino. Quanto al suo futuro, ribadisce che "la politica non c'entra".
"Il mio problema e' un problema molto privato, ho anche una punta d'imbarazzo a parlarne- premette il sindaco- Io mi sono impegnato a decidere entro la fine del mese di giugno, perche' credo che un anno di tempo prima della scadenza elettorale sia necessario in qualunque delle due ipotesi". E le due ipotesi, cioe' trasferirsi a Genova o rimanere a Bologna per ricandidarsi al secondo mandato, "rispondono ad una esigenza del tutto privata", cioe' a quella di stare vicino al piccolo Edoardo.
"C'e' un bimbo che oggi ha quasi cinque mesi e un bimbo di quell'eta' ha bisogno del babbo e della mamma vicini. Il problema e' molto semplice, la mia compagna vive e lavora a Genova, io faccio il sindaco di Bologna. Non ci sono cento soluzioni possibili, ce n'e' una sola. Bisogna trovare il luogo dove il babbo e la mamma stanno insieme al bimbo. Dobbiamo decidere questo- spiega Cofferati- lo decideremo rapidamente perche' credo che sia giusto dirlo alla coalizione che mi ha sostenuto, esattamente come alle persone che mi hanno votato, e anche a quelle che non mi hanno votato. Hanno il diritto di sapere cosa intendo fare, che disponibilita' ho per il futuro. Non c'entra la politica".
Quanto al premier uscente Romano Prodi, per Cofferati puo' fare "cento cose", ma, spiega, non correra' certo per fare il sindaco di Bologna nel 2009.
"Romano Prodi ha gia' smentito, perche' a Bologna di questa cosa si e' parlato", ha spiegato il sindaco rispondendo alla domanda sulla ipotetica candidatura di Prodi per Palazzo D'Accursio.
Prodi "ha gia' detto che non e' quello un ruolo nel quale intende impegnarsi. Io penso che Romano Prodi possa fare cento cose- aggiunge Cofferati- non gli e' escluso nulla in virtu' delle esperienze che ha fatto e del valore della persona".
Edizione da record quella del 2008 per la corsa podistica cittadina: in 10mila hanno preso parte all'evento. Una gara 'per tutti' con tre percorsi, di 10.2, 5.8 e 2.7 km, a cui si è aggiunta anche quella dedicata ai bambini