Enrico Postacchini, da poco eletto ai vertici dell'associazione di Strada Maggiore, si trova ad affrontare la prima questione scottante, con i commercianti di quella parte di centro storico già sul piede di guerra contro il Comune. "Siamo molto preoccupati e contrariati" Commenta
Bologna, 17 aprile 2008 - Invocavano interventi anti-degrado, hanno ottenuto il "solito" provvedimento di limitazione al traffico. La pedonalizzazione dello spicchio di zona universitaria intorno a via Belle Arti scatta tra meno di un mese, ma Ascom non ci sta e boccia su tutta la linea il progetto dell'amministrazione, chiedendo che fine hanno fatto i piani di rilancio di piazza Verdi e dintorni. "Così si recinta il degrado, si cede una parte di territorio a certi personaggi. Quell'area piuttosto va prima bonificata", avverte Enrico Postacchini, che, da poco eletto ai vertici dell'associazione di Strada Maggiore, si trova ad affrontare la prima questione scottante, con i commercianti di quella parte di centro storico già sul piede di guerra contro il Comune.
La pedonalizzazione fa paura, perchè si teme che con le auto spariscano anche i clienti di bar, negozi, cinema, lasciando campo libero a bivacchi, accattonaggio e a fenomeni di vera e propria delinquenza. "Siamo molto preoccupati e contrariati", ammette Postacchini, che si dice peraltro non nemico delle pedonalizzazioni, a patto che siamo "di piccola entita'", come in via delle Moline. E, comunque, chiudere l'accesso alle auto e piazzare delle telecamere, secondo i vertici di Ascom, non basta a ridare dignità ad un'area della città i cui problemi sono endemici e irrisolti da anni.
La cittadella universitaria, "va bonificata: ripulita, riorganizzata e vigilata - insiste Postacchini - Serve un presidio delle forze dell'ordine costante perchè certi fenomeni di parassitismo abbiamo vita difficile. Altre città hanno fatto scelte più oculate, non vorrei che Bologna fosse la città che tollera. Bologna va ripulita da questi fenomeni, non solo dagli sfregi".
Invece, il leader di Ascom, vorrebbe "un progetto di città articolato fatto di interventi", e una Polizia municipale che non si limiti a fare multe "che nessuno pagherà mai". Tra l'altro, le parole dell'assessore alla mobilità, Maurizio Zamboni, che ha suggerito ai contrari di fare ricorso al Tar, non fanno che aumentare l'insoddisfazione dei commercianti. "Non può rispondere così, in ballo ci sono i problemi della città", replica Valentino Di Pisa, uno dei quattro vicepresidenti dell'associazione di Strada Maggiore. "Il ricorso al Tar è l'ultima spiaggia", osserva a sua volta Postacchini. Per il direttore generale, Giancarlo Tonelli, "non è accettabile che sia questo il rapporto tra cittadini e amministrazione". E' Tonelli a chiedersi che fine abbiano "fatto i progetto di valorizzazione di piazza Verdi, l'istituzione della figura del city manager e gli interventi di prevenzione del degrado. Si perpetua, invece, la politica dei divieti".
D'altronde, allarga le braccia Di Pisa, "i provvedimenti sul traffico sono quelli più facili da assumere". Insomma, Palazzo D'Accursio ha scelto la via mano complicata, con il rischio, temono i commercianti, di desertificare la zona universitaria e lasciarla in mano a chi non la rispetta. "Le telecamere non impediranno di bivaccare- osserva Postacchini, che prevede un'estate 'calda' per quella zona- lì gli esercizi commerciali sono pochi e sparuti, i cinema sono quasi spariti. Come possono pensare di lavorare la sera, se la gente parcheggia lontano e per arrivare a piedi deve scavalcare i sacchi a pelo? Per questo diamo pieno appoggio a commercianti di quell'area".
Zamboni, però, ha fatto sapere che non intende tornare sui suoi passi, anche perchè il confronto sui piani dell'ammnistrazione è andato avanti per oltre un anno e mezzo. "In un anno e mezzo - ricorda il direttore generale di Ascom - nessuna nostra proposta è stata accolta. E' questa la discussione?". Nonostante ciò, Postacchini formula un auspicio: "Vorremmo arrivare ad un punto di ragionevolezza, perchè quello che conta è il risultato. Speriamo che Zamboni riconosca il nostro ruolo. Noi diamo un parere, ma siamo una fonte autorevole e disinteressata, quindi ci auguriamo di essere ascoltati". Di sicuro non perderanno d'occhio la situazione. "Terremo monitorato quello che accadrà dal 16 maggio", promette Tonelli.
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