Italia News
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
IL COMMENTO

Ronde? No grazie, per la sicurezza potenziamo polizia e carabinieri

E se fra un pusher e le 'ronde dolci' ci scappa il morto, come la mettiamo? facciamo invece tornare Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza ciò per cui sono nati... di Marco Leonelli Commenta
Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Marco Leonelli Bologna, 24 aprile 2008 - Siamo smarriti, spaventati. Così come le viviamo, le nostre città non ci piacciono più. Non solo non ci sentiamo sicuri ma soprattutto non ci sentiamo liberi. Avvertiamo spesso che c'é, molto più di un tempo, qualcosa di male in agguato. Come accerchiati dal crimine. E ci sentiamo del tutto impotenti. E' la richiesta più forte, quella di una nuova sicurezza. Quindi né dubbi né tentennamenti: le nostre strade vanno ripulite da mascalzoni vecchi e nuovi. Tolleranza zero a chi ci mette in pericolo e porte sbarrate a quegli itinerari che, complice l'Europa, lasciano entrare in casa nostra pericolosissimi delinquenti comunitari, oltre ai già cospicui flussi di irregolari extracomunitari. Tanto per chiarire. Ma anche per ragionare. Perché se tutto questo è vero, è altrettanto vero che la storia delle ronde, comunque la si guardi, non sta in piedi.


Se hanno da essere ronde vere e proprie, grazie: abbiamo già dato. Che indossino camicie brune, nere, rosse o verdi, poco importa.
Di controllo possiamo averne a sufficienza con la Polizia municipale, la Polizia provinciale, la Polizia nazionale, la Guardia di Finanza e l' Arma dei Carabinieri.

Che senso ha dare vita a un nuovo ordine di vigilanza? Con quali compiti? Con quali limiti? Con quali "regole di ingaggio"? E come si rapporterebbe con le altre strutture? Eppoi, diciamo la verità, "ronda" è una brutta parola. Se non vogliamo considerare che prima o poi saremmo costretti a controllare le ronde, perché comunque in una “struttura separata” si andrebbero ad annidare fanatici manganellatori della peggior specie, di destra e di sinistra.

A tutto ciò deve aver pensato l'assessore alla sicurezza del Comune di Bologna, l'ex magistrato Libero Mancuso, quando ha lanciato l'idea, subito condivisa dal sindaco Cofferati e dalla giunta; l’idea di un coinvolgimento dei cittadini nel "controllo della città".
"Non chiamatele ronde" si è subito affrettato a suggerire; saranno piccoli gruppi di studenti universitari che con le buone parole dovrebbero convincere gli altri giovani a rispettare la città, a non lordare marciapiedi e muri, e laddove subodorassero un crimine, avvertire chi di dovere con un cellulare messo a disposizione dall'autorità comunale.

 

"Ronde dolci", insomma: così sono state definite. Che ci siano, ma non "ci siano". Che facciano finta di essere utili, aggiungiamo noi. E se un pusher in via San Vitale, infastidito dalla presenza di un giovane controllore, gli sferra una coltellata e ci scappa il morto, come la mettiamo? Insomma, ho la vaga impressione che se sono "dolci", proprio non servano. Che siano l'ennesima gesto plateale per tentare di risolvere un problema dai contorni molto, molto seri e molto difficili. Di pasticci ne abbiamo già visti abbastanza. Quindi meglio lasciare a ciascuno il proprio mestiere.

 

C’è la Polizia? Ci sono i Carabinieri? C'è anche la Guardia di Finanza con compiti di pubblico intervento? Potenziamo loro, facciamoli diventare (tornare ad essere) ciò per cui sono nati. Aumentiamo uomini e mezzi sempre che non debbano poi elemosinare la benzina per le automobili di servizio. Riempiamo le strade e gli angoli più pericolosi di uomini in divisa che sappiano fare, per noi, il loro dovere senza che qualcuno ricanti l’antico ritornello della "militarizzazione". Dobbiamo ritrovare la serenità, a qualunque costo.
E lo Stato pensi seriamente alle frontiere. Abbiamo bisogno di immigrati. Ma lavoratori, non delinquenti.

  • 24/04/2008 12:10
    Andrea
    Invece le ronde ci vogliono eccome. Non si può militarizzare il paese per quattro straccioni delinquenti che sporcano, disturbano e rubano. I clandestini devono capire di avere un intero paese contro, non solo le forze dell'ordine.
  • 24/04/2008 18:03
    Anna
    Completamente d'accordo. Mi piace pensare che la nostra Italia non diventi un Far West ma uno Stato di Diritto. La legalità (quella vera) è l'unica difesa a disposizione dei deboli. Mi piacerebbe pensare anche che venga insegnata nelle scuole, magari un'ora di "diritto" la settimana potrebbe aiutare i giovani a capire, capire bene.
  • 24/04/2008 22:57
    nino
    ritengo assurdo che non si capisca che porre l'ordine pubblico in mano a dei vigilantes improvvisati sia estremamente pericoloso. Mi colpisce l'ipocrisia spudorata di chi pretende di farci credere che le squadracce di studenti universitari posano portare l'ordine con la forza della parola e del buon esempio, ma ormai mi sembra che diversi amministratori bolognesi si sono bevuti il cervello e cerchino di rincorrere i leghisti sul loro terreno, dimenticando invece di chiamare lo stato e le istituzioni preposte all'ordine pubblico alle proprie responsabilità. Le amministrazioni comunali pensino a rispondere delle competenze che hanno e non pretendano di sostituirsi a tutte le altre istituzioni, altrimenti creeranno solo gravi pericoli per la convivenza civile delle loro comunità.
  • 25/04/2008 08:43
    ugo
    non servono nuovi poliziotti e CC di quartiere che girano senza sapere cosa fare o dove non farsi vedere. Serve un coordinamento nazionale delle polizie locali.Sono le più diffuse, capillari e che conoscono il territori meglio di chiunque altro.
  • 25/04/2008 10:35
    Stefano
    Io voglio vivere in Paese che mi protegge e non leggere di raggazze violentate ho di persone anziane lasciate sole ,allora ben vengano le ronde ma che siano di aiuto alle forze dell'ordine.
  • 25/04/2008 15:04
    claudio
    le leggi di mercato dicono che, quando due aziende non ce la fanno più ad essere competitive, devono fondersi tra di loro, unendo i loro organici e le loro professionalità. è così strampalato chiedere la fusione di polizia e carabinieri? ne risulterebbe una operatività superiore ed anche un risparmio di gestione.
  • 26/04/2008 10:55
    angelo
    Una delle soluzioni al problema sicurezza è incentivare la figura della guardia giurata autonoma, la quale può essere impegnata dal privato e dalla comunità direttamente senza vincolo di subordinazione come lavoratore autonomo, in conformità con le norme antimafia e rispettosa e in linea con quanto a sentenziatao la corte di giustizia europee a dicembre 2007 condannando lo Stato Italiano sulla questione vigilanza privata. La figura della guardia giurata autonoma risponde in termini di legalità alle direttive europee, che nulla hanno a che fare con vincoli assurdi e ideologici del monopolio illegale creato ad och e oggi esistente dalle istituzioni periferiche dello Stato , per sfruttare i lavoratori del settore dipendenti da istituti di vigilanza e delle forze di polizia; infatti non potendo le guardie giurate dipendenti avere una riconversione della loro attività in termini di professionalità, finiscono per accettare qualsiasi ricatto.
  • 26/04/2008 22:12
    Pippo
    Tutti i punti in questione possono essere discussi. Ma su uno mi pare che da tempo non dovrebbe esserci discussione: non è vero che abbiamo bisogno di immigrati, o in ogni caso non è più vero da parecchio tempo. Ne abbiamo tantissimi già qua che sono senza lavoro, che stazionano ai semafori o nelle strade a fare tutto fuorchè lavorare. Rispetto ai posti di lavoro disponibili, il numero di immigrati già presenti in Italia è assolutamente eccessivo, e non c'è proprio alcun bisogno di farne entrare altri destinati a non trovare modi onesti per campare.
  • Sono presenti 8 commenti
 

LA FOTO DEL GIORNO

lucio dalla

Lucio Dalla
sale in cattedra

Il cantautore bolognese ha tenuto una lezione all'Aula Magna della Facolta' di Lingue e letterature straniere dell'Universita' di Bologna, all'interno del corso sulla canzone d'autore. Titolo della sua lezione: "La Canzone e' l'arte dell'Incontro" LEGGI L'ARTICOLO

Mister Blues

DAL WEB

Questo pazzo
pazzo mondo

Curiosità dalla Rete

e non solo

a cura di Matteo Leonelli