Italia News
[an error occurred while processing this directive]
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
IL COMMENTO

IL CONTROPIEDE DI SERGIO

     

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

SERGIO Cofferati ha deciso nell’unico modo possibile e scontato: la ricandidatura. Non si lascia un lavoro a metà, soprattutto se non ci sono altri lavori all’orizzonte e se quel lavoro - molto programmatico, poco concretizzato - resta un dogma di fede. Per l’opposizione, ma anche per larghe fasce della sua passata e presente maggioranza consiliare. E dei cittadini bolognesi che, finora, di fatti ne hanno visti ben pochi. Va detto che candidandosi nel 2004, il sindaco aveva chiarito che le sue ambizioni programmatiche di grande cambiamento della città, prevedevano il tempo di un doppio mandato, dieci anni. Il primo è trascorso come sappiamo, per il secondo ci sarà un passaggio elettorale affatto scontato. I numeri di una alleanza Pd - Di Pietro - se ci confrontiamo con le recenti politiche - danno un risultato certo sin dal primo turno. Ma non è affatto scontato che un turno amministrativo, con un protagonista che ha fatto poco per farsi amare dai suoi cittadini, dia gli stessi risultati. In questo momento Cofferati ha un vantaggio tattico: il suo partito, il Pd, lo ha quasi supplicato di ricandidarsi (e dunque l’ipotesi di un vaglio di candidature, attraverso le primarie, è del tutto inverosimile); il fronte alla sua sinistra è ancora sotto choc; quello del centrodestra non ha ancora una strategia certa. E, in attesa di una eventuale riproposizione di Giorgio Guazzaloca, sempre sollecitato ai banchetti dei civici vecchi e nuovi, non c’è un’altra ipotesi di candidato. Se possibile unitario.


Con la ricandidatura, Cofferati si mette in gioco molto più di quanto fece nel 2004: perchè rinuncia a una quota non irrilevante di elettorato di sinistra, convinto ormai che l’importante non è vincere, ma governare; perchè non è più una novità e un mito delle piazze Cgil e, soprattutto, è nelle condizioni di chi non può più giudicare, ma essere giudicato; perchè in questi primi anni bolognesi non ha fatto nulla per il consenso, semmai per rompere equilibri consolidati, andando al confronto, spesso duro, praticamente con tutti. Ancora: ricandidandosi rende un servizio al partito, prima che alla città, per evitare un remake del ’99 - l’anno dell’incubo, per la sinistra, guazzalochiano - quando le divisioni laceranti nei defunti Ds partorirono candidature contestate e sconfitte nelle urne. Dagli stessi Ds. Non abbiamo mai nascosto ai nostri lettori che se il Cofferati amministratore ha deluso, il Cofferati politico si conferma lucido e capace di cogliere i segnali a suo vantaggio. Il tempo della decisione spiazza tutti, amici e avversari. Coglie il clima di una città, con la quale, ora, vuole ricucire anche sul piano sentimentale, mettendo lo stendardo rossoblù a Palazzo Re Enzo, citando il piccolo Edoardo ("il mio cinno") alla bolognese. Fra un anno vedremo se basterà.

di Pierluigi Visci










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

LA FOTO DEL GIORNO

Dall'Ara

Dall'Ara in festa
tra sport e solidarietà

La festa di stasera al Dall'Ara, dalle 17 alle 24, infatti, non sara' soltanto per divertimento. Obiettivo principale e' raccogliere fondi per sostenere due progetti LEGGI L'ARTICOLO

Mister Blues

DAL WEB

Questo pazzo
pazzo mondo

Curiosità dalla Rete

e non solo

a cura di Matteo Leonelli