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LA BUFERA SUL 'MARCONI'

Inchiesta Doro Group, mancano
800mila euro di contributi

Il nucleo ispettorato del lavoro dei carabinieri ha calcolato che nel periodo compreso tra giugno 2006 e settembre 2007 non sono stati pagati oltre 800mila euro (576mila all'Inps e 228mila all'Inail) a 132 dipendenti (la maggior parte extracomunitari).

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Aeroporto Marconi di Bologna Bologna, 31 maggio 2008 - Turni di lavoro di 18 ore al giorno (ben al di sopra del massimo di 13 ore fissato dalle normative europee), non rispetto delle norme di sicurezza (infortuni non denunciati e utilizzo di attrezzi non a norma) oltre al mancato pagamento dei fondi previdenziali: questa la fotografia degli inquirenti sulle condizioni dei lavoratori impiegati dal consorzio Doro Group, tramite una serie di altre cooperative affiliate, al quale erano stati assegnati parte dei servizi di terra dell'aeroporto Marconi di Bologna.

Questa società, al centro dell'indagine della procura felsinea, era amministrata, di fatto, da un ex pentito, che è accusato di aver messo in piedi un'associazione per delinquere avvalendosi della copertura di esponenti delle forze dell'ordine (otto indagati tra carabinieri e poliziotti) e di alcuni personaggi influenti nel settore come l'ex direttore Enac e coordinatore del progetto Galileo presso la presidenza del consiglio, Alfredo Roma e l'ex amministratore delegato di Marconi Handling Sante Cordeschi entrambi agli arresti domiciliari (insieme a un ex ufficiale dei carabinieri e ad altri due militari dell'arma) disposti dal gip alcuni giorni fa per il rischio di inquinamento delle prove.

L'indagine partì in seguito alle proteste dei dipendenti delle cooperative che facevano capo a Doro Group, esasperati per le condizioni lavorative. Si tratta, hanno spiegato gli investigatori questa mattina durante una conferenza stampa, della prima indagine nazionale in questo settore specifico. Il nucleo ispettorato del lavoro dei carabinieri ha calcolato che nel periodo compreso tra giugno 2006 e settembre 2007 non sono stati pagati oltre 800mila euro (576mila all'Inps e 228mila all'Inail) a 132 dipendenti (la maggior parte extracomunitari). Somma che dovrà essere versata da Bas e Marconi Handling (le società risposabili dei servizi a terra) e anche da Sab la società che gestisce lo scalo bolognese (soggetta alla co-obbligazione solidale in base alla legge Biagi) che quindi ha responsabilità di tipo amministrativo e non penale.

Le sanzioni comminate alle cooperative affiliate a Doro Group, nell'ambito dell'inchiesta bolognese, ammontano a 122 mila euro per le violazioni delle norme sul lavoro (riposo settimanale, turni, mancata denuncia degli infortuni). È stato calcolato che dal luglio 2004 e settembre 2007 la Doro Group abbia subito perdite per 2 milioni e 100 mila euro al netto dei contributi evasi e delle tasse non pagate. Ciò nonostante il consorzio rimaneva «monopolista» dell'appalto per la gestione dei servizi di terra dello scalo bolognese. E per nascondere le perdite affidava a sua volta il servizio a cooperative affiliate destinate a operare in perdita in modo da non denunciare redditi al fisco e quindi eludere i controlli. Sono 30, in totale, le persone iscritte sul registro degli indagati e i reati ipotizzati sono diversi: corruzione, associazione per delinquere, truffa ai danni dei lavoratori, frode in pubbliche forniture, omissione nei versamenti contributivi ed assistenziali, appropriazione indebita della parte spettante ai lavoratori, omissione nella predisposizione di misure di sicurezza per i lavoratori. Secondo l'impianto accusatorio l'ex collaboratore di giustizia e l'ex direttore Enac Alfredo Roma avevano come obiettivo quello di inserire la Doro Group nel settore nazionale dei servizi di handling poichè, come risultato dagli accertamenti, tale consorzio aveva avuto contatti anche con altri aeroporti: Rimini, Forlì, Venezia. Intanto questa mattina il gip di Bologna - su richiesta del pm Antonello Gustapane titolare dell'inchiesta - ha sospeso per due mesi dal servizio il poliziotto indagato Gabriele Scalorbi.
Per il carabiniere Giuseppe De Lotto non è stata disposta la sospensione poichè pur essendoci gravi indizi non è stata rilevata l'esigenza cautelare.










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