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ELEZIONI 2009

Candidarsi? Ci pensava da un anno

In un'intervista al Carlino del 2007 disse: "Questa città è troppo lenta". Lontano dai salotti e dall'establishment il presidente rossoblù ha fatto grande le fiere, il basket e adesso il calcio Commenta

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cazzola «SE FOSSI un bookmaker, non accetterei più scommesse sulla candidatura di Alfredo Cazzola a sindaco». Chi lo conosce non ha dubbi: il patron del Bologna scende in campo. A rimettersi in gioco su un terreno — quello della politica — per lui nuovo. Lo aveva già fatto con le fiere, con il basket (4 scudetti, 1 Coppa campioni, 2 Coppe Italia e 1 Supercoppa con la Virtus), con il calcio.
Nell’aprile 2007, in un’intervista al Carlino, un amareggiato Cazzola si lamentava «della lentezza di questa città, dovuta alla politica e alla burocrazia, di fronte a un mondo che corre forte». In due anni (2003-2005) l’ideatore del Motorshow aveva visto sfumare — tra sgambetti di pubblici e privati — il suo progetto di Grande fiera. Il sogno di un gruppo fieristico con Bologna, Torino, Rimini e Roma, capace di competere con le grandi sedi internazionali.
Stava sfumando il progetto Romilia, il suo colossale centro sportivo-ricreativo da mezzo miliardo di euro, pensato fra Budrio e Medicina, bocciato dalla Provincia. E Cazzola aveva appena venduto per 72 milioni la Promotor (con cui organizzava il Motorshow) ai francesi di GL Events.
Un passo compiuto — si dice ora — con già ben chiara in testa l’intenzione di muoversi in prima persona per provare a «fare correre la città». E rilanciare l’immagine del ruolo nazionale e internazionale di Bologna sarebbe proprio il cuore del suo programma elettorale.

SE VENERDI’ 13 annuncerà la sua candidatura, al tavolo Cazzola non avrà bandiere di partito. Vero è che correrà contro Sergio Cofferati e il Pd. Vero è che, da molti mesi, i partiti del centrodestra lo corteggiano più o meno velatamente. E che proprio l’altro ieri le dichiarazioni di un deputato di FI-Pdl, Fabio Garagnani, hanno dato al tutto un’accelerazione imprevista. E forse non voluta.
Ma è altrettanto vero che Cazzola è figura di difficile collocazione politica. E’ un civico puro. E farà di tutto per non farsi imbrigliare dai partiti, che stanno già cercando di mettere il cappello sull’operazione. Freddo tanto con la sinistra quanto con la destra, partirà da solo, organizzerà magari una lista civica, e proverà a farsi seguire da chi vorrà starci. C’è addirittura chi è pronto a scommettere che farà 11 mesi di campagna elettorale in solitaria, per formare la coalizione solo un mese prima delle elezioni.

D’ALTRONDE, Cazzola è sempre stato un solista. Un tipo da one man show. E’ inviso ai salotti, che non ha mai frequentato. Non è amato da imprenditori e cooperatori, a cui ricambia la freddezza. Autonomo, dal carattere volitivo, accentratore e operativo, se si candiderà non busserà certo alle porte dell’establishment, dei cosiddetti poteri forti, dei partiti, per cercare appoggi che spesso non troverebbe. E di cui peraltro non ha bisogno, forte com’è di una capacità economica più che sufficiente per realizzare in proprio una sontuosa campagna elettorale.
Ma proprio questa sua indole da cavaliere solitario rischia di essere un handicap. Un sindaco deve sapere mediare, delegare, dialogare, concertare, cogestire. Con pazienza. Mentre l’ideale di Cazzola, se potesse seguire l’istinto, dice chi lavora con lui, sarebbe «essere un sindaco senza giunta, con tutte le deleghe per sé».
Di certo, anche solo l’ipotesi di una sua candidatura preoccupa il Pd. Al di là delle dichiarazioni di facciata. Perché Cazzola è uno che può pescare bene anche fra gli elettori del centrosinistra. «Amico di vecchia data» e socio della prima ora della finanziaria dell’ex numero uno di Unipol, Giovanni Consorte, figura per anni vicino a Massimo D’Alema, può piacere all’ala del Pd scontenta del veltroniano Cofferati. E’ seguito con attenzione dall’area socialista, che ritiene «indigeribile» la ricandidatura del sindaco. E, si dice a Palazzo d’Accursio, potrebbe ricevere il tacito appoggio anche di molti prodiani.

 

di Luca Orsi

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