L'americano che ha comprato il club rossoblù: "Sono stato al Dall'Ara varie volte, così non va" Retroscena: prima di finire nel fondo Tag, per una notte il Bologna era rimasto nelle mani dei bolognesi
Bologna, 14 giugno 2008 - Avvocato Tacopina, perché ha deciso di investire nel Bologna Calcio?
«Perché amo l’Italia e amo il calcio. Questo per me è un impegno molto serio. Sono passioni che discendono dalle mie origini e come noto al cuore non si comanda. Ho intenzione di trasferirmi a Bologna con mia moglie e i miei cinque figli e vivere questa esperienza full time. Sto studiando l’italiano e passo un’ora al giorno con un insegnante per migliorare le mie conoscenze».
Joe Tacopina, 42 anni, penalista newyorkese di grido, ha la parlantina sciolta. Negli Usa è osannato come il criminal attorney più affascinante del momento. Fra i suoi clienti celebri, Michael Jackson è il più recente. In Italia, ha preso le difese di Amanda Knox, la principale indiziata nell’omicidio di Meredith Kercher. Ma l’italiano è meglio lasciarlo da parte subito. Auguri al suo maestro, che dovrà darsi parecchio da fare.
Va bene la folgorazione per l’Italia, il richiamo delle origini, ma ci sarà sicuramente anche una motivazione economica in questo investimento...
«Guardi, siamo stati avvicinati da cinque diverse società di calcio italiane, abbiamo fatto i nostri conti e alla fine abbiamo scelto il Bologna perché ci sembra la squadra con maggiori prospettive di crescita».
Cinque squadre?
«Sì, cinque diverse squadre. Lo chieda ai nostri advisor di Inner Circle e glielo confermeranno. Abbiamo scelto il Bologna perché qui c’è spazio per crescere più che altrove. Cazzola ha fatto un ottimo lavoro, ha portato la squadra là dove le spetta di stare. Ma questo per noi è solo il punto di partenza».
In che senso?
«Siamo entusiasti di poter partecipare alla ricostruzione di questo club straordinario. Siamo fieri di poter contribuire allo sviluppo di una delle più belle città d’Italia. Tra i nostri partner, del resto, ci sono anche degli investitori di origine bolognese che ora hanno fatto fortuna negli Stati Uniti, degli italoamericani come me».
Quando parla di sviluppo, intende sviluppo immobiliare?
«Naturalmente una delle prime cose che viene in mente, andando alle partite e frequentando lo stadio Dall’Ara come ho fatto molto intensamente negli scorsi mesi, è che Bologna abbia bisogno di un nuovo stadio. Come molte altre città italiane».
Quindi puntate a costruire un nuovo stadio?
«Certamente, com’è già stato chiarito nel nostro business plan e come desidera il presidente Cazzola. Frequentare uno stadio, assistere a una partita di calcio devono essere delle esperienze piacevoli, non bisogna avere la continua sensazione di stare in un posto scomodo, sporco e squallido. In Italia le presenze negli stadi sono fortemente calate negli ultimi anni. E’ facile immaginare perché».
Come pensate di portare la squadra in attivo?
«Aumentando le presenze allo stadio, che del resto cresceranno automaticamente ora che la squadra è in serie A. Lo stadio e il marketing sono al centro della nostra strategia. Vogliamo costruire uno stadio moderno e multifunzionale, con dentro anche negozi e ristoranti, insomma tutto quello che serve agli spettatori per sentirsi a proprio agio. Se si chuiede alla gente di pagare un biglietto, bisogna anche essere capaci di offrire un servizio completo».
In Italia ha già fatto altri investimenti?
«Frequento il vostro Paese da sempre e ci ho anche lavorato, nello studio legale dell’avvocato Francesco Penta. In più, da qualche tempo ho aperto con alcuni amici un ristorante a Milano che si chiama I Chiostri».
Ma dove trova il tempo di fare tutte queste cose?
«Sono un gran lavoratore».
di Elena Comelli
Ufficiale la presenza dello spagnolo ai test del 17-19 giugno. Il pilota ha dichiarato: "Sono onorato della possibilità che la Ducati ha deciso di affidarmi. Sono davvero emozionato e in perfetta forma, anche se è da un po' che non guido una MotoGp"
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