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DRAMMA AL PARCO

Bambino in coma dopo la caduta
Procura: "Nessun controllo sull'altalena"

Da piazza Trento Trieste si indaga anche su un altro aspetto: come mai e su ordine di chi l'altalena "incriminata", nel tardo pomeriggio di sabato, sia stata fatta sparire in termini rapidissimi dal parco pubblico. A portarla via, ancora prima dell'arrivo della Polizia, sarebbero stati alcuni operai di Global service

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Altalena nel parco di via Vezza Bologna, 22 luglio 2008 - Un esame visivo ogni mese, una verifica più dettagliata (tipo una prova dei carichi) ogni sei mesi e una manutenzione vera e propria almeno una volta all'anno. Erano queste le "istruzioni per l'uso" con cui la ditta trentina Holzhof vendette al Comune di Bologna, nel 2005, l'altalena da parco pubblico che sabato si è rotta e ha causato la caduta e il conseguente coma di una bambino tunisino di sette anni. Non si è fatta attendere la risposta della ditta di Trento, produttrice dell'altalena installata nel parco John Lennon di via del Lavoro.

Gli inquirenti volevano sapere se, all'atto della vendita, la ditta prevedesse una sorta di protocollo di manutenzione a garanzia del prodotto: la risposta è stata 'sì' e quello che è certo, dicono in Procura, è che questi controlli non sono stati fatti. L'unico controllo che risulta agli atti, infatti, è appunto una revisione effettuata alle corde nel novembre del 2006, ancora non è chiaro motivata da cosa, se da una segnalazione specifica o da un controllo di routine.

Quello che ora la Polizia municipale, incaricata delle indagini condotte dal pm Morena Plazzi, dovrà capire (e lo farà sentendo il personale del quartiere e i tecnici del settore Verde di Palazzo D'Accursio) è cosa prevedesse il contratto d'appalto con cui il Comune di Bologna affidava la manutenzione dei giochi a Global service. Bisogna capire, infatti, se nel contratto d'appalto si facesse menzione del protocollo di manutenzione consigliato dalla ditta produttrice o se la manutenzione venisse in toto affidata alla ditta di servizi. Inoltre, c'è anche da capire se i controlli da parte di Global service avvenissero sulla base di protocollo standard o soltanto in caso di segnalazioni su malfunzionamenti.

Altro aspetto di questa vicenda che Polizia municipale e Procura intendono chiarire al più presto, è come mai e su ordine di chi l'altalena "incriminata", nel tardo pomeriggio di sabato, sia stata fatta sparire in termini rapidissimi dal parco pubblico. A portarla via, ancora prima dell'arrivo della Polizia municipale e a distanza di poco più di un'ora dall'orario dell'incidente, sarebbero stati alcuni operai di Global service.

La Procura vuole capire perché è stato fatto e su ordine di chi: l'altalena è stata poi recuperata nel capannone dove era stata portata dalla Polizia municipale e posta sotto sequestro da parte dell'autorità giudiziaria. Nei prossimi giorni, intanto, i primi a dover spiegare l'accaduto saranno gli operai che materialmente sono intervenuti per portare via il gioco, che saranno interrogati.

Oltre a quella del parco di via del Lavoro, sono altri i giochi dello stesso identico modello che sono stati sequestrati in città su disposizione della Procura. Uno dei due si trovava al parco della Manifattura tabacchi. Delle due altalene, una identica a quella che si è rotta ed è prodotta dalla ditta Holzhof, l'altra porta il marchio di un'altra azienda. Ora la Procura, dove il fascicolo è aperto per lesioni gravissime ed contro persone da identificare, aspetta dalla Polizia municipale una serie di risposte su cui vuole chiarezza. Prima di tutto il fatto se, quando l'altalena venne installata nel 2005, il gioco venne consegnato insieme alle "regole di manutenzione" e in che modo queste regole rientrassero- se vi rientravano- nel contratto di appalto stipulato dal Comune di Bologna con Global service.

Non migliorano intanto le condizioni di Karim. In base all'ultimo bollettino diffuso dall'Ausl di Bologna, le sue condizioni sono stazionarie. Il bimbo, ancora in pericolo di vita, è ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale Bellaria in coma post-traumatico spontaneo.

Intanto la Holzhof, la ditta trentina che ha venduto al Comune i giochi installati nel parco pubblico, fa sapere di non aver ricevuto, per ora, nessuna richiesta dalla Procura di Bologna, che sta indagando sulla vicenda.

 









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