Intervista allo straniero ammalato proveniente dallo Sry Lanka. Giunto a Bologna il 31 luglio è risultato affetto dalla malattia, tipica delle zone tropicali. Subito dopo la scoperta è scattata la profilassi nel quartiere dove l'uomo vive. Presto dimesso
Bologna, 8 agosto 2008 - "Paura? ma quale paura. Nel mio Paese la Chikungunya prima o poi la prendono tutti. Due-tre giorni di febbre, due-tre settimane di dolori alle articolazioni ed è tutto finito". Fernando ‘Aley’ Warnakulasoori, 55 anni, dello Sri Lanka, è il primo caso di infezione da Chikungunya che si verifica in città quest’anno (l’anno scorso furono diversi i casi di contagio dopo il diffondersi di un focolaio in Romagna). Fernando ora è fuori pericolo, non ha più la febbre nè dolori articolari. L’unica ‘seccatura’ è che si trova è in isolamento in una stanza singola del reparto di Medicina d’Urgenza del Maggiore.
La carica virale nel suo sangue è ancora positiva: significa che se una zanzara tigre lo punge e poi si sposta su un altro soggetto gli può trasmettere il virus. Per questo Fernando non può avere contatti con l’esterno. Quando la carica virale diventerà negativa (è ormai questione di ore, visto che sono passati 7 giorni dal verificarsi della malattia) sarà dimesso. Il colloquio avviene perciò via cellulare.
Signor Fernando, quando è arrivato a Bologna?
"Io ho lavorato per 11 anni a Bologna, prima come badante poi, per 8 anni, come dipendente di una ditta di pulizie. Qui vivono i miei tre figli maschi, di 24, 21 e 16 anni. Viviamo tutti in via Barbieri, ma il più grande si è fatto una famiglia sua. L’anno scorso sono tornato in Sri Lanka, in un paesino vicino alla capitale Colombo, dove vive mia moglie. Volevo curarmi da un’altra malattia. A fine luglio, dopo circa un anno di cure, ho deciso di tornare qui".
Quando è partito stava bene?
"Sono partito il 30 luglio da Colombo, ho fatto scalo in Qatar e sono arrivato il 31 a Milano alle 6,25. Quando sono partito stavo bene, ma giorni prima avevo parlato della Chikungunya con mia moglie, perché lei si era ammalata due settimane prima. Ora sta bene, ma immaginavo che l’avrei presa anch’io...".
Quando si è sentito male?
"Durante il viaggio ho iniziato a star poco bene e avevo un leggero dolore alle ginocchia. Viaggiavo solo, anche se sul volo c’erano parecchi miei connazionali, alcuni dei quali hanno proseguito come me in treno fino a Bologna. Sono arrivato a casa di mio figlio più grande, in via Barbieri, verso le 10,30, e lì ho cominciato a peggiorare. La febbre è salita fino a 38,5 e il dolore alle ginocchia era molto forte. Allora, nel primo pomeriggio, abbiamo chiamato l’ambulanza e mi hanno portato al Maggiore. Lì ho detto che mia moglie era stata malata di Chikungunya".
Ora come sta?
"Bene. Non ho più la febbre né i dolori. Mi hanno curato benissimo: mi hanno fatto 23 flebo, esami, prelievi, medicine. In Italia in due-tre giorni ti passa tutto, anche i dolori alle articolazioni, che invece nel mio Paese, a causa della scarsità di medicine, durano per settimane. Sarebbe bello che voi italiani andaste in Sri Lanka a dare una mano ai miei connazionali".
Teme il contagio per i suoi figli?
"No, non penso. Non sono stato punto da zanzare nelle poche ore che ho passato a casa. E’ una situazione diversa rispetto a quella che c’era in Sri Lanka con mia moglie. Ora spero di essere dimesso al più presto e di tornare a casa".
di Gilberto Dondi
La fascia regionale di 'Miss Eleganza Emilia Romagna 2008' e il relativo passaporto per le prefinali nazionali di
Salsomaggiore è andato a Alyssa Polyshuk, 17 anni, studentessa, nata in Ucraina e residente da undici anni in
provincia di Bologna. E' alta 1.70, capelli castani e occhi azzurri, con una grande passione per la danza classica
e hip hop, arrivata alle finale regionale di Pavullo, portandosi in dote la fascia di Miss Bologna 2008