Dopo le vacanze estive il carrello della spesa è ancora più pesante. Un giro al mercato rionale per sentire gli umori della gente. Un laureato disoccupato: "Io mangio soprattutto pasta al burro. Ma senza parmigiano". Il presidente dei grossisti del Caab replica ai dati di Bankitalia: "Così si confonde il consumatore"
UN’ALIMENTAZIONE sana, si sgolano da anni i nutrizionisti, prevede che sulla tavola non manchino mai frutta e verdura, fondamentali per il giusto supporto di vitamine e per le sostanze antiossidanti che aiutano a combattere malattie, dal raffreddore a fino ai tumori.
Bene, che si mangi verdura, allora, e anche frutta. Il fatto è che oggi preparare un piatto di insalata, infornare due melanzane o grigliare un peperone costa quanto un gingillo da Tiffany. Tutto è caro e la colpa viene di volta in volta attribuita alle lungaggini della filiera produttiva, al prezzo del petrolio e di conseguenza dell'energia, alla siccità, alle precipitazioni che affogano campi di patate e di fragole, e, come da sempre al governo. Alla fine però a fare gli occhi lucidi davanti alle zucchine (2 euro e 8 al chilo, ma di seconda scelta), sono sempre loro, le signore che danno del tu al fruttivendolo e snobbano i supermercati perché «sono cari che pelano». Per verificare che non si tratti di leggende metropolitane non resta che andare a un mercato ortofrutticolo, uno dei tanti che punteggiano Bologna: quello di San Donato.
«Frutta e verdura costano tantissimo ormai — dice Antonella, pensionata cinquantenne — non che siano aumentati o diminuiti durante le ferie: sono restati cari allo stesso modo. Comunque è sempre meglio venire qui che andare nei supermercati o nei centri commerciali dove la roba costa il doppio. Io stamattina ero in uno di questi e ho visto l’uva a 2,80, da questo fruttivendolo costa un euro di meno».
Tutto è aumentato, invece, secondo la signora Cosetta, anche lei pensionata di 59 anni: «Sono aumentati sì i prezzi — spiega — questo fruttivendolo qui è onesto, ma in giro ci sono anche quelli fanno i furbi. Dato comunque che non si può morire di fame io continuo a comperare come prima, ma le mie tasche ne risentono eccome».
Che non si possa morire di fame e che quindi si possa tagliare su tante cose ma non sulla spesa, lo conferma pure Maria Rosa, casalinga di 71 anni: «A questo punto non rimane che sacrificare qualcosa, che ne so si comperano meno scarpe o vestiti, ma non si rinuncia a comperare frutta e verdura di qualità. E proprio per questo vengo a questo mercato: si trovano prodotti migliori che nei supermercati e, anche se in generale sono cari, lo sono sempre dimeno».
La prima ad affermare che qualcosa è calato è Fhu, venditrice cinese di 37 anni: «L'uva ora costa meno che a giugno», dice. E sfido, ora è la sua stagione, a giugno trattasi di primizia o quasi. La signora Fhu non raccoglie, ma continua «Le pesche sono un pochino aumentate, invece, ma solo quelle più belle e grandi». Troppo lungo cercare di farle capire che ormai la stagione delle pesche è bella e finita.
«I prezzi sono sempre gli stessi — spiega Ivana, 62 anni e un banco dentro al mercato — non ci sono stati aumenti di recente. Le persone che pensano il contrario sono condizionate da quello che dice la tv. E per questo abbiamo perso anche dei clienti. Una volta qui era pieno fino all’una, ora dopo le 11 è il deserto».
Reazul è un bengalese che vive a Bologna da 10 anni e da 4 ha rilevato un banco al mercato, meno esperto in politiche di marketing conferma che tutto è più caro. «Sì, dopo la pausa delle vacanze è aumentato tutto, la gente compera di meno e solo roba di stagione».
«Io per risparmiare cerco di mangiare tanta pasta col burro e un po’ di verdura», fa quasi tenerezza Alessandro, neolaureato di 27 anni in cerca del suo primo lavoro. «Ormai farsi una macedonia in casa costa come un pranzo fuori.Comunque è meglio venire qui al mercato rionale che andare nei centri commerciali, le cose costano un pochino meno».
di DEBORAH DIRANI
La mezza maratona, ormai appuntamento tradizionale del fine estate, diventa internazionale. Il 7 settembre i partecipanti partiranno dai Giardini Margherita. Fioccano richieste anche da Stati Uniti, Germania e Irlanda. Si va verso il record di iscrizioni