Sono quelle fatte dagli accertatori della sosta per le preferenziali. Il Comune si prepara a ricevere un mare di ricorsi
Bologna, 29 agosto 2008 - E POI si lamentano della cancellazione dell’Ici, l’imposta comunale sugli immobili azzerata dal Governo Berlusconi per ridare un po’ di fiato alle super tartassate famiglie italiane. Da gennaio dello scorso anno fino ad oggi gli accertatori della sosta dell’Atc hanno comminato la bellezza di oltre 16 mila contravvenzioni contestabili. Multe formalmente illegittime, perché staccate sulle corsie preferenziali dove gli uomini in giacca blu non possono sanzionare, ma regolarmente incassate dal Comune per la modica cifra di 1 milione e 164 mila euro. Poco meno del 10% dell’ammontare complessivo dei verbali staccati dagli accertatori nel periodo in questione: in tutto 11 milioni e 828 mila euro.
LE PERPLESSITÀ sollevate sulle pagine del Carlino da Federico Bendinelli, del consiglio direttivo dell’Aci di Bologna, trovano dunque conferma nei dati in possesso della Polizia municipale. «La città registra un numero altissimo di multe illegittime», aveva affermato l’avvocato lo scorso lunedì, puntando il dito proprio contro le contravvenzioni da 82 euro e rotti elevate dagli accertatori della sosta sulle corsie riservate agli autobus. Sanzioni che spesso non vengono impugnate dai cittadini, perché ignari della loro irregolarità o a causa degli alti costi dei ricorsi (superiori all’importo del verbale).
A sorprendere sono soprattutto le cifre relative al 2008. Una sentenza della Corte di Cassazione che risale ai primi mesi dell’anno legittima gli accertatori a multare soltanto in caso di divieto di sosta sulle strisce blu e nei parcheggi. Eppure, dallo scorso gennaio ad oggi sono già 5.532 le violazioni accertate dai 198 uomini in giacca blu dell’Atc sulle preferenziali cittadine. Un bottino di multe che ha portato nelle casse di Palazzo d’Accursio la bella cifra di 387.240 euro.
E non è finita. Perché anche le contravvenzioni staccate nell’arco del 2007 (più di 11 mila) lasciano perplessi. Prima che intervenisse la Cassazione, l’orientamento dei Giudici di pace — codice della strada alla mano — era infatti di ritenere legittime le multe fatte dagli accertatori sulle corsie riservate ai mezzi pubblici a patto che venissero contestate immediatamente agli automobilisti.
MA L’AZIENDA non ha mai provveduto a fornire ai suoi agenti gli strumenti necessari per fermare le auto (come ad esempio una semplice paletta da vigile). Mentre gli accertatori bolognesi hanno continuato a multare imperterriti nascondendosi spesso dietro le colonne dei portici. Abitudine che lo scorso anno ha fruttato alle casse comunali oltre 776 mila euro di sanzioni formalmente illegittime.
Un tesoretto che andrà inevitabilmente ad alimentare la polemica sulle multe utilizzate dal Comune come fonte di introiti (è dei giorni scorsi la notizia di un esposto presentato alla magistratura dall’onorevole del Pdl-Fi, Fabio Garagnani). Del resto, le cifre parlano chiaro. In appena quattro anni i ricavi del Comune derivanti dalle contravvenzioni (specie di Sirio e Rita) sono aumentati del 120%, passando dai 21,7 milioni di euro del 2004 ai 44 milioni di euro dell’anno passato.Mentre già nel 2006, con un incasso di oltre 37 milioni di euro, le multe superavano gli introiti comunali derivanti dall’Iperf (fermi a quota 25,5 milioni di euro). In pratica, una tassa aggiuntiva di circa 100 euro a testa per ogni bolognese.
di NICOLA CAPPELLINI
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