Nel Belpaese le tariffe idriche per le attività commerciali negli ultimi cinque anni sono aumentate di oltre un terzo e nell'ultimo anno sono cresciute ad un passo piu' rapido dell'inflazione. A Bologna i costi idrici si avvicinano ai massimi registrati a livello mondiale
BOLOGNA, 30 AGOSTO 2008 - Acqua a peso d'oro, soprattutto per i bolognesi. E' quanto emerge dal Rapporto internazionale sull'Acqua e sui relativi costi nel 2007-2008 realizzata da Nus Consulting Group, che fornisce una panoramica sui costi idrici in Italia e in 14 paesi nel mondo: la fornitura presa a riferimento e' relativa a un'attivita' commerciale con un consumo annuo previsto di 10.000 mc.
E sotto le Due Torri non dobbiamo proprio stare allegri. Il nostro capoluogo risulta il più caro in Italia (188,25 cent/mc), con una tariffa superiore dell'801,47% rispetto a Milano, che e' invece la citta' con il piu' basso costo idrico (22,48 cent/mc). I costi idrici di Bologna si avvicinano ai massimi registrati a livello mondiale.
Le tariffe dell'acqua corrono infatti piu' dell'inflazione e in 5 anni hanno messo a segno un rialzo del 35,4%. In Italia, secondo l'indagine, le tariffe idriche sono aumentate tra il 2007 e il 2007 da 95,5392 centesimi di euro al metro cubo a 100,0323 cent/mc, segnando un +4,7% (contro l'inflazione al 3,8%). Bologna risulta la citta' piu' cara. Genova si distingue invece per il maggior incremento di prezzo negli ultimi 12 mesi
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