Dopo la sentenza della Cassazione sulle multe illegittime, l'assessore contrattacca: Gli ausiliari Atc continueranno a svolgere il loro lavoro. Inoltre, ci vorrà tempo, ma metteremo l'occhio elettronico su tutte le corsie"
PREFERISCE non addentrarsi nelle pieghe della complicata giurisprudenza relativa ai poteri sanzionatori degli ausiliari del traffico dell’Atc. Anche quando si accenna al fatto che i Giudici di pace stanno accogliendo la quasi totalità dei ricorsi contro le contravvenzioni staccate sulle corsie preferenziali, perché non contestate subito agli automobilisti.
«L’Italia — replica l’assessore Zamboni — è un paese di diritto. Se qualcuno ritiene di dissentire dalla interpretazione normativa accolta dal Comune di Bologna, deve rivolgersi alla magistratura». Poi taglia la testa al toro. «Il problema delle sanzioni sulle preferenziali — spiega — è destinato a risolversi da sé. Come è noto, infatti, l’amministrazione comunale ha intenzione di disseminare qualunque corsie riservata di strumenti di controllo elettronico. Ovviamente, ci del vorrà tempo. Ma la prospettiva verso la quale stiamo andando è questa».
L’ASSESSORE comunale alla Mobilità, Maurizio Zamboni, appena rientrato dalle vacanze, affronta di petto la questione degli ausiliari della sosta. E replica all’Aci, che ha sollevato il nodo delle multe illegittime sulle corsie degli autobus.
«La polemica — sostiene — è destituita di fondamento. Gli ausiliari dell’Atc possono intervenire non soltanto sulla sosta nelle strisce blu, ma anche sulla circolazione e sosta nelle corsie riservate». Quindi, si dice del tutto convinto «della rigorosa regolarità della nostra interpretazione». Ragion per cui «gli ausiliari dell’azienda — spiega Zamboni — continueranno a svolgere la loro funzione preziosa in riferimento tanto alla sosta che all’utilizzo improprio delle corsie preferenziali del servizio di trasporto pubblico». «Voglio anzi ringraziarli — aggiunge — per la serietà e professionalità con cui svolgono un lavoro difficile e ingrato».
L’assessore ribatte, infine, alle critiche nei confronti dell’amministrazione comunale, rispolverando uno dei suoi leit motiv preferiti. «Trovo curioso questo modo di affrontare la questione. Sembra quasi — osserva Zamboni — che il vero problema non sia tanto che le preferenziali non si possono percorrere, ma che la forma della sanzione comminata sia più o meno legittima. E’ bizzarro — aggiunge — che non venga spesa neppure una parola sul fatto che chi percorre le corsie preferenziali, senza averne diritto, commette una infrazione al Codice della strada, danneggia la regolarità del servizio pubblico e può anche costituire fonte di pericolo per sé e per gli altri».
MA SERIETÀ e professionalità non richiederebbero anche che le multe venissero immediatamente contestate agli automobilisti (come previsto dall’art. 200 del Codice della strada)? «Su questo tema specifico — replica l’assessore — non saprei rispondere. Non sono un Giudice di pace. Resta il fatto che sulle corsie riservate non ci si può andare».
di NICOLA CAPPELLINI
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