L'annuncio in una conferenza stampa in Comune. I motivi sono famigliari e legati al fatto che moglie e figlio vivono a Genova. Ma sottolinea: "Non cedo le armi e non mi ritiro a vita privata". E sulla scelta del successore dice: "Se la decisione sarà veloce sarà un segno non solo di unità ma anche di forza". De Maria: "Nel partito molte personalità che possono raccogliere il testimone"
Bologna, 9 ottobre 2008 - "Non si può essere contemporaneamente in grado di svolgere la funzione di sindaco a Bologna e il padre a Genova": Sergio Cofferati rinuncia a candidarsi alla corsa per la poltrona di sindaco nel 2009 per stare più vicino alla famiglia, cioè alla compagna Rafaella e al piccolo Edoardo di un anno che vivono nel capoluogo ligure.
"Le ragioni della mia decisione - ha detto Cofferati durante una conferenza stampa - sono strettamente private". La decisione è maturata definitivamente lunedì scorso ed è stata comunicata prima al segretario del Pd Veltroni e successivamente ai dirigenti locali del partito. "Nel corso dell'ultimo mese e mezzo - ha spiegato l'ex leader della Cgil - ho verificato che il sacrificio che ricade sulla mia compagna Raffaella e su nostro figlio Edoardo è enorme ed insormontabile, in maggior mondo se ci si proietta nei prossimi 6 anni. Non si può pensare che un bambino cresca passando gran parte del suo tempo sull'autostrada".
Cofferati, comunque, ha chiarito che continuerà "a fare il sindaco fino all'ultimo minuto e nel miglior modo possibile. Ho ricevuto un mandato e lo rispetto". Per quanto riguarda le primarie del Pd per la scelta del futuro candidato a sindaco di Bologna, l'ex sindacalista si è detto "a disposizione del partito per ogni esigenza".
È importante, secondo Cofferati, che il gruppo dirigente del Pd nel corso delle prossime ore individui una propria candidatura; questo sarebbe «un segno non solo di unità ma anche di forza".
Per quanto riguarda il proprio futuro, il sindaco di Bologna ha messo in chiaro che la condizione fondamentale per un eventuale incarico lavorativo "è quella di poter essere vicino a mio figlio e il più a lungo possibile". A chi gli chiedeva, provocatoriamente, se ci si dovesse aspettare "una cartolina da Bruxelles", con evidente accenno a una possibile candidatura alle Europee del 2009, Cofferati ha risposto: "Non manderò neanche una cartolina da Roma. Non sono un cialtrone. Sono una persona seria. Non andrò a Roma perchè è ancora più distante da Genova rispetto a Bologna".
DISPONIBILITA' AL PARTITO
"Non cedo le armi e non mi ritiro a vita privata. La mia disponibilità a Veltroni e al Pd rimane nei limiti che vi ho detto: sono disponibile a patto che l'impegno non sia in contraddizione con la necessità fortissima che sento di essere un padre presente", ha chiarito Cofferati. "Credo che Veltroni abbia capito benissimo le mie ragioni", ha aggiunto Cofferati, spiegando di aver assunto questa scelta lunedì scorso e di averla comunicata per primo al leader nazionale del Pd.
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