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OZZANO / SCUOLABUS

'Mi ha fatto inginocchiare per punizione'
Un bambino marocchino accusa l'autista

La madre dell'11enne è andata in Comune e dai carabinieri a raccontare l'accaduto. Ora la Procura ha aperto un fascicolo. Gli indagati sono due: l’autista del pulmino scolastico e l’accompagnatore

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Uno scuolabus (Foto Cardini) Bologna, 4 novembre 2008 - Strattonato e fatto inginocchiare per punizione, a bordo dello scuolabus, per il tempo di una fermata.
E’ quanto successo ad un bambino di 11 anni di origine marocchina e residente a Ozzano dell’Emilia. La madre ha raccontato tutto ai carabinieri il giorno dopo: il fatto sarebbe successo il 2 ottobre sullo scuolabus comunale e a costringere il bambino a mettersi in ginocchio sarebbero stati l’autista (che avrebbe addirittura fermato il mezzo) e il secondo accompagnatore.

Ora la Procura, che ha ricevuto la segnalazione dei carabinieri, ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di violenza privata, aggravata dal fatto di essere stata commessa da incaricati di pubblico servizio. Gli indagati sono due, entrambi da identificare: l’autista del pulmino scolastico e l’accompagnatore.
Prima di raccontare tutto ai carabinieri, la madre del bambino è andata direttamente in Comune a protestare. Qui, ha poi raccontato ai militari, si è sentita dire che avrebbero fatto accertamenti e le avrebbero fatto sapere. Ma non si è fermata.

E, quando ha affrontato i due uomini presentandosi davanti allo scuolabus, l’autista si sarebbe giustificato del gesto dicendole (sempre stando a quel che riferisce la donna) che il bambino “si alza sempre, è sempre vivace”, gli viene detto di “stare buono ma lui non dà mai retta”. L’accompagnatore, invece, quando la 35enne gli ha detto che per stavolta non sarebbe andata a fare denuncia, le ha risposto in modo strafottente: “Vada, vada pure a denunciare".

I fatti, come ha raccontato il bambino alla madre e la donna ai carabinieri, sono andati così: quando ormai mancava una fermata alla casa del bambino, l’autista gli avrebbe intimato di inginocchiarsi. Al rifiuto dell’11enne, questo avrebbe fermato il mezzo e sarebbe andato dal bambino dicendogli: “Adesso non riparto finché non ti inginocchi”. Il piccolo, per tutta risposta, è andato a sedersi nei posti in fondo allo scuolabus, che erano vuoti. E’ a questo punto che sarebbe intervenuto l’accompagnatore, andando di persona a prendere il bambino, per un braccio, e riportandolo davanti con queste parole: “Adesso ti inginocchi e ci stai fino alla prossima fermata”.

Una volta arrivato a casa, il piccolo ha raccontato tutto alla mamma. Che la mattina dopo, il 3 ottobre, senza pensarci due volte è andata protestare in Comune riferendo l’accaduto. Le hanno risposto che avrebbero fatto accertamenti. Poi, dopo aver incassato le risposte dell’autista e dell’accompagnatore, ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri presentando un esposto. Ancora, pero’, la querela non l’ha fatta.










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