Al Comunale i riconoscimenti Granarolo. Il vincitore è don Andrea Gallo, sacerdote e fondatore della comunità di San Benedetto al Porto di Genova: "Sono contento di essere qui anche se sono un laureato della strada in mezzo a questi due personaggi... e ho una cattiva fama"
Bologna, 21 novembre 2008 - Sono partiti in tre, Vincenzo Balzani, Robert Fisk e Don Andrea Gallo, ma solo uno di loro ce l’ha fatta. Tutti e tre però, prima del giudizio finale, ieri sera al Teatro Comunale, hanno potuto mostrare alla città l’effettiva qualità del loro talento, durante le Lezioni di valore che hanno tenuto in mattinata nell’aula magna di Santa Lucia. Il Premio Alta Qualità 2008 creato da Granarolo, quest’anno ha portato a Bologna tre storie di vita esemplari. E l’iniziativa mattutina promossa dall’Università, in collaborazione col Comune e il Centro San Domenico, ha messo in mostra tre personalità molto diverse che hanno però espresso unanimamente la necessità di una libertà di pensiero e di azione come mezzo ineludibile per il raggiungimento di una vera qualità di vita.
L’esperto di nanotecnologie, Vincenzo Balzani, docente di chimica all’Alma Mater parla della scienza, che è il suo pane quotidiano, per addentrarsi poi in quello che gli sta a cuore, la crisi energetica e le sue possibili soluzioni. "Bisogna risparmiare – ribadisce ancora una volta l’autore, insieme a Nicola Armaroli, del recente “Energia per l’astronave Terra. Quanta ne usiamo, come la produciamo, che cosa ci riserva il futuro”, uscito per Zanichelli — e aumentare l’efficienza, scegliere il meglio. Il sole è il migliore, ma bisogna imparare a usarlo".
Poi aggiunge: "Gli scienziati hanno anche un altro compito, aiutare i politici a fare meglio il loro lavoro.... anche se la scienza non può farci diventare più buoni e farci vivere in un mondo più giusto... Però ci permette di cambiarlo". E conclude, con una citazione dall’inno alla carità dell’apostolo Paolo, "se conoscessi tutti i misteri e la scienza ma non avessi la carità, non sarei nulla".
Una riflessione che introduce molto bene Don Gallo, sacerdote e fondatore della comunità di San Benedetto al Porto di Genova che esordisce dicendo: "Sono contento di essere qui anche se sono un laureato della strada in mezzo a questi due personaggi... e ho una cattiva fama. Mi definiscono abortista, comunista... ma come faccio a sbagliare se ho scelto Gesù?".
Don Gallo è stato convinto ad accettare la candidatura dalla sua gente. "Io vengo dalla strada – dice — non conosco nessuno. Mi han convinto i miei ragazzi, le prostitute. Avevo sentito parlare del Premio da Roberto Saviano, col quale ho un po’ di contatti. Io sono un grande peccatore ma da anni sono un grande non violento. E sono anarchico, nel senso che dove c’è un sorpruso io ci sono".
E’ per la maggior parte dedicato al ruolo del giornalista e all’etica di questa professione, l’intervento di Robert Fisk “l’inviato di guerra più famoso del mondo” secondo il New York Times. L’unico giornalista occidentale ad aver intervistato Bin Laden. Corrispondente del quotidiano The Independent dal Medio Oriente, di cui si occupa da oltre trent’anni, è stato cronista delle guerre americane contro l’Iraq, di due guerre in Afghanistan e delle diverse fasi del conflitto israeliano-palestinese.
Al pubblico regala la sua una ricetta giornalistica. "Il problema – spiega — è quello di dover fare del giornalismo che non sia asservito al potere. Quelli che lavorano in Medio Oriente riportano le questioni come sono poste dalle fonti governative. E’ vero che il giornalista deve essere imparziale ma anche dalla parte di chi soffre. Quindi se c’è un palestinese che si è fatto esplodere in una pizzeria israeliana dove ha fatto tante vittime, non posso dare il 50% di spazio alla causa palestinese. E la stessa cosa accadrebbe se a compiere un atto del genere fosse un israeliano".
di Benedetta Cucci
Da lunedì 24 novembre a giovedì 27 dalle 18 alle 20 nell'Aula Absidale di Santa Lucia, un ciclo di lezioni aperte al pubblico del celeberrimo docente. Lunedì: 'Alcune cose che non sappiamo sul Medioevo', martedì, 'I mostri e la bellezza del mondo'; poi 'La luce' e 'La proporzione e la forma'