Il pm Lucia Musti che coordina le indagini della Digos relative al drammatico episodio avvenuto il 29 ottobre dopo Bologna-Juventus, ha spiegato che "Il campo di indagine si è ristretto a cinque-sei ultras del Bologna appartenenti ad un’area ristretta di tifoseria ben connotata"
Bologna, 21 novembre 2008 - Si stringe il cerchio intorno ai violenti che il 29 ottobre aggredirono il tifoso juventino Massimo De Vita nei pressi del Dall'Ara. Il pm Lucia Musti che coordina le indagini della Digos relative all'aggressione avvenuta il 29 ottobre dopo la partita Bologna - Juventus, ha spiegato che "Il campo di indagine si è ristretto a cinque-sei ultras del Bologna appartenenti ad un’ area ristretta di tifoseria ben connotata e che ben si distingue dalle altre’’.
Pare che tra i cinque-sei ci sia anche passato ha fatto parte dei ‘Mods’, un gruppo ultras (che si era formalmente sciolto anni fa) che si ispira all’ estrema destra. La prossima settimana dovrebbero essere identificati definitivamente.
Continua Musti: ’’Ci sono state sei-sette persone che hanno fornito notizie utili per le indagini. Il grosso dell’indagine è finito, tutto quello che si poteva fare è stato fatto. Ringrazio anche il presidente del Bologna Francesca Menarini e tutti coloro che ci hanno aiutato nelle indagini’’.
Nelle immagini filmate dentro lo stadio ci sarebbero anche persone il cui nominativo non risultava nella lista degli entrati; il sistema dei controlli forse non ha funzionato come avrebbe dovuto.
Nella splendida cornice del Comunale i riconoscimenti Granarolo. Il sacerdote è stato premiato "Perché si è posto al servizio degli ultimi in maniera sempre coerente con se stesso e con la propria fede"