Domenica 4 gennaio si celebrano i 18 anni dall'eccidio dei carabinieri vittime dei fratelli Savi. Alle 11, nella chiesa di Santa Caterina da Bologna, sarà celebrata la messa in suffragio delle vittime. Riprendono dallo stesso punto, quindi, le polemiche gia’ viste lo scorso anno per la mancata partecipazione del primo cittadino
Bologna, 2 gennaio 2008 -La notte del 4 gennaio 1991 la banda della Uno Bianca firmo’ la strage del Pilastro, uccidendo i tre carabinieri Otello Stefanini, Mauro Mitilini e Andrea Moneta. Dopodomani cade i il diciottesimo anniversario di una delle azioni piu’ sanguinose della banda guidata dai fratelli Savi, e la citta’ di Bologna si prepara a celebrare come ogni anno la ricorrenza. Per l'anniversario dell’eccidio si terranno, al quartiere San Donato, le cerimonie di commemorazione cui parteciperanno anche l’assessore alla Sicurezza del Comune Libero Mancuso, la presidente della Provincia Beatrice Draghetti e il presidente del Quartiere Riccardo Malagoli. Assente il sindaco Sergio Cofferati
”Ne prendo atto con rammarico”, ma “la citta’ e’ abituata piu’ alle assenze e ai ritardi, a volte imbarazzanti, che alle presenze” del sindaco, Sergio Cofferati.
Cosi’ Daniele Carella, capogruppo di FI al Comune di Bologna, commenta l’assenza del nome di Cofferati dal programma della cerimonia che dopodomani ricordera’ il diciottesimo anniversario della strage compiuta al Pilastro dalla banda della Uno Bianca.
Riprendono dallo stesso punto, quindi, le polemiche gia’ viste lo scorso anno per la mancata partecipazione del primo cittadino.
Da Palazzo D’Accursio fanno sapere che in questi primi giorni dell’anno Cofferati e’ a Bologna, ma domenica a rappresentare il Comune nelle iniziative in programma al Pilastro saranno l’assessore agli Affari istituzionali, Libero Mancuso, e il presidente del quartiere San Donato, Riccardo Malagoli. Per Carella “si conferma una tradizione che dura ormai da quasi cinque anni”. E il forzista si augura quindi “che il prossimo sindaco abbia un’altra sensibilita’ rispetto ad esigenze che sono soprattutto culturali e di fare squadra”. La mancata presenza del sindaco “sorprende” Carella in particolare alla luce “delle parole di commento apparse sui giornali sull’appello del cardinale Caffarra”, perche’ “si fa squadra non soltanto mettendosi d’accordo attorno ad un tavolo, ma anche mettendosi insieme in quei momenti in cui la citta’ si riunisce”.
L’anno scorso fu piuttosto dura nell’attaccare il sindaco anche Maria Cristina Marri, consigliere comunale Ltb e segretario provinciale dell’Udc. Oggi Marri e’ piu’ sfumata ma conferma il suo pensiero: ad occasioni come queste le massime autorita’ istituzionali della citta’ dovrebbero sempre essere presenti. Alla commemorazione per i tre carabinieri uccisi dalla Uno Bianca “sono andata ogni anno tranne uno- ricorda Marri- e andro’ anche questa volta”. Rispetto all’ultimo anniversario, “mi dispiace perche’ ho criticato un’assenza del sindaco che poi e’ stata ricondotta ad un’indisposizione del piccolo Edoardo”. Pero’, ribadisce Marri, “in momenti come questi dovrebbe mettersi insieme tutta la comunita’ a cominciare dalle piu’ significative personalita’ istituzionali, e se non ci sono me ne rammarico”. Quando si presentano date come quella del 4 gennaio occorre “mantenere la memoria, anche per esprimere riconoscimento a chi ha perso la vita- conclude la numero uno dell’Udc bolognese- e le massime personalita’ non dovrebbero tradire questi appuntamenti”.
Nel dettaglio, alle 11, nella chiesa di Santa Caterina da Bologna, sarà celebrata la messa in suffragio delle vittime. Alle 12 in via Casini seguirà la deposizione delle corone al monumento eretto in memoria dei caduti sotto i colpi dei fratelli Savi.
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