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MERCATO ROSSOBLU'

Bologna revival: caccia a Pazzini

Parte ufficialmente il mercato di gennaio: tre affari subiscono un brusco stop. Corradi è 'congelato'. No del Toro allo scambio Stellone-Marazzina. Anche la trattativa per Balatelli si può riaprire. Scambio Confalone-Pesce?

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Giampaolo Pazzini (Foto Germogli) BOLOGNA —COME non detto. A Mutarelli è successo qualcosa che impedisce al Bologna di tesserarlo. La Reggina vorrebbe per Corradi tutti i quattrini (troppi) che le servono per finanziarsi il mercato di riparazione e Rivas saprà se deve o meno lasciare l’Inter soltanto quando si avrà la certezza che Burdisso, anch’egli difensore, non rientrerà nell’ipotetico affare con il Genoa per avere Milito.
Il mercato apre oggi, ma il Bologna si era messo avanti con i lavori. Ora c’è il rischio che Salvatori debba ricominciare daccapo. Comunque vada a finire, i contrattempi hanno bruciato il vantaggio che i rossoblù si erano presi programmando per tempo la loro campagna di rinforzo.
La vicenda che vede protagonista Massimo Mutarelli ha i contorni del giallo. A darglieli è il rispetto della privacy, cui il Bologna è tenuto con i suoi tesserati e, a maggior ragione, con chi ancora non ha firmato un regolare contratto. Dopo aver definitivamente risolto la sua vertenza con la Lazio, il centrocampista aveva trovato con il Bologna un accordo che oggi sarebbe stato ufficiale, se qualcosa non avesse indotto Salvatori a ritenere che la firma potrebbe slittare. Questioni fisiche, pare. Non facili da decifrare, però. Mutarelli aveva passato tutte le visite mediche cui il Bologna lo aveva sottoposto ed era al lavoro per ritrovare il ritmo dei giorni migliori. Poi poche linee di febbre lo avevano fermato, ma non può essere un semplice virus influenzale a pregiudicare un accordo fortemente voluto sia dal giocatore che dal club.
E neppure è lecito ipotizzare per Mutarelli un trauma da lavoro: se questo fosse il contrattempo, dal punto di vista morale il Bologna non si potrebbe permettere di congelare l’affare con un giocatore che si è infortunato lavorando con Mihajlovic.
Quindi c’è dell’altro. Probabilmente un problema fisico che esclude la responsabilità oggettiva del Bologna. C’era un accordo fra le parti, ma non un contratto già firmato solo da depositare. Di certo, i tempi di questo affare sono destinati ad allungarsi nel tempo.

CORRADI. Costa tre milioni. Troppi, dice il Bologna. Ma è risibile dire che Foti, il presidente della Reggina, abbia fissato una cifra troppo alta per un giocatore avuto a parametro zero. Anche il Bologna pagò poco o nulla per Di Vaio, ma se oggi lo dovesse cedere darebbe al giocatore il valore che ha, non quello che aveva. Tre milioni per un centravanti che ha segnato sette gol a Reggio Calabria non sono una follia. La cifra è impegnativa, soprattutto perchè andrebbe sborsata cash e non dilazionata nel tempo, come succede per i quattro milioni che è costato Bernacci, ma non esosa. Se il Bologna non ha chiuso l’affare Corradi è perché non lo ritiene indispensabile. Bernacci ha mandato segnali di miglioramento che Mihajlovic ha subito captato. Se il Bologna accogliesse Corradi con un contratto pluriennale disconoscerebbe l’investimento della scorsa estate, mettendosi in casa un trentaduenne e vedendosi quasi certamente costretto a cedere il burdel di venticinque. Quindi: di Bernardo Corradi sì riparlerà, ma niente salti mortali per averlo. Può anche essere che la Reggina abbassi il prezzo e che Corradi riduca le sue pretese, se Foti vuole tesserare Bonazzoli e se il giocatore vuole lasciare Reggio Calabria. Ma ormai si sa: la Samp aspetta i soldi per Bonazzoli da destinare all’affare Pazzini e il Bologna non ha scartato l’ipotesi di arrivare al centravanti viola, che è stato a lungo (finchè il prezzo non è lievitato) la prima scelta rossoblù. E lo infastidisce l’ipotesi che con i suoi soldi siano altri a mettere a segno gli affari che gli stanno a cuore. A Mihajlovic, tra l’altro, non dispiace neppure l’ipotesi Stellone. Salvatori ha cercato di coinvolgere Marazzina in questo«giro», ma l’idea non ha attizzato Novellino. Il Toro ha altro obiettivi

RIVAS. L’Inter cerca una punta e anche se Preziosi continua a dire che Milito non lascerà il Genoa, il difensore colombiano Rivas non può partire. Non subito, comunque, come in un primo tempo sembrava più che verosimile. Per avere ciò che vuole, l’Inter potrebbe usare i suoi «lussuosi» esuberi come merce di scambio. Non con il Genoa, però, che per Milito vorrebbe solo una montagna di soldi. Rivas in rossoblù è un argomento destinato a tornare d’attualità. Magari insieme al prestito di Balotelli. Sul fronte cessioni, in vista lo scambio Confalone - Pesce (esterno sinistro) con l’Ascoli.

 

di Stefano Biondi










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