Il pm di Bologna: «Non era il drappo ufficiale, ma solo un vessillo artigianale». Pdl e Lega insorgono, diversi parlamentari annunciano interrogazioni a raffica al ministro degli Interni Maroni e a quello della Giustizia Alfano. Il presidente della Camera Fini: «Atto da terroristi»
BOLOGNA, 8 GENNAIO 2009 - E’ UN’ARCHIVIAZIONE che sta provocando un vero e proprio vespaio di polemiche quella decisa dalla Procura di Bologna in merito alle bandiere d’Israele bruciate in piazza. Pdl e Lega insorgono, diversi parlamentari annunciano interrogazioni a raffica al ministro degli Interni Maroni e a quello della Giustizia Alfano. Il tutto mentre il presidente della Camera, Gianfranco Fini, a Reggio Emilia per la Festa del Tricolore, dice che «chi brucia la bandiera d’Israele è come i terroristi di Hamas». E proprio a Reggio, lo stesso fatto, cioè l’aver dato fuoco a un drappo con i colori israeliani durante un corteo, è stato valutato in modo diverso dalla Digos, che ha denunciato l’autore del gesto, un albanese, per offesa alla bandiera di uno Stato estero (il codice prevede un’ammenda da 100 a 1.000 euro). E’ difficile capire come mai lo stesso episodio sia valutato in modo opposto in città distanti pochi chilometri.
I fatti. A Bologna, durante il corteo degli islamici di sabato scorso terminato con la preghiera collettiva in piazza Maggiore, sono state bruciate alcune bandiere (artigianali) con la stella di David. La Digos ha inviato il rapporto in Questura, non ravvisando alcun tipo di reato. E il pm Luigi Persico, titolare del fascicolo, ha accolto quell’impostazione e ha archiviato tutto nel giro di poche ore. Secondo il magistrato, la manifestazione era autorizzata, dunque non ha violato le disposizioni. Sul vessillo incendiato, «non si configura il reato — scrive il pm — poiché si è verificato l’abbruciamento di un drappo artigianalmente predisposto con un simbolo grafico non riconducibile alla bandiera ufficiale di uno Stato estero».
IN SOSTANZA, non c’è reato perché non si è bruciata una vera e propria bandiera, quella ufficiale, ma un vessillo artigianale che ne ricordava simboli e colori.
SU QUESTA decisione, appunto, si è scatenato il putiferio: l’onorevole Fabio Garagnani (Pdl) si è rivolto al ministro Alfano, «perché valuti eventuali provvedimenti», e ha presentato un’interpellanza al Governo «perché è stata compromessa la sicurezza dei cittadini». I senatori Gianpaolo Bettamio e Massimo Palmizio (FI) presenteranno oggi un’interrogazione a Maroni. «Perché ci sia reato — si chiede Palmizio — la bandiera dev’essere comprata e pagata con tanto di scontrino?».
Perfino l’ex magistrato Libero Macuso, ora assessore comunale a Bologna, si dice «perplesso, perché la bandiera è un simbolo da difendere». Infine, Lucio Pardo, presidente emerito della comunità ebraica bolognese: «Quella era la nostra bandiera, per noi è stata un’offesa».
Martedì 6 gennaio alle ore 15 apparirà in piazza Maggiore la Befana europea che, con la scopa sua incantata, spazzerà via l’aria inquinata. Doni e filastrocche per tutti i bambini LEGGI L'ARTICOLO