Accolta la richiesta del Pm i vertici delle Ferrovie riconosciuti non responsabili della strage avvenuta il 7 gennaio del 2005 a Crevalcore in cui persero la vita 17 persone. L’avvocato di parte civile Desi Bruno: "Siamo molto delusi. Evidentemente la colpa è del macchinista. Una sentenza estremamente riduttiva". Presidio dei ferrovieri con 17 bare
Bologna, 11 maggio 2009 - Il gup di Bologna Andrea Scarpa ha assolto con la formula del non aver commesso il fatto i 10 dirigenti di Ferrovie tra cui l’amministratore delegato Mauro Moretti, l’amministratore delegato di Rfi Michele Mario Elia e il dirigente di Movimento Giancarlo Paganelli. Erano tutti accusati della strage ferroviaria avvenuta il 7 gennaio del 2005 a Crevalcore in cui persero la vita 17 persone.
Il pm Enrico Cieri al termine della sua arringa aveva chiesto l’assoluzione per i 10 imputati accusati di disastro ferroviaria colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime. Fin dall’inizio il pm Cieri aveva chiesto l’archiviazione per Moretti, Elia e Paganelli ma il gip Rita Zaccariello aveva imposto l’imputazione coatta accogliendo l’opposizione all’archiviazione presentata dal sindacato dei macchinisti e dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
«È andata come doveva andare -ha detto l’avvocato Armando D’Apote, difensore di Moretti- le Ferrovie italiane, nonostante Crevalcore sono le più sicure e meritavano questo. E Moretti se l’è meritato in particolare».
Di avviso opposto l’avvocato di parte civile Desi Bruno: «Siamo molto delusi. Evidentemente la colpa è del macchinista. Una sentenza estremamente riduttiva per come sono andati i fatti. Non sono stati valutati gli aspetti relativi alla sicurezza. Se ci fosse stato il sistema Scmt probabilmente non ci sarebbe stato il superamento del segnale». E l’avvocato Bruno ha comunque annunciato ricorso dopo aver letto le motivazioni della sentenza attese fra 90 giorni.