Il procuratore reggente Massimiliano Serpi: "Atto non invasivo, solo esibizionistico. La scarcerazione? Ha deciso il giudice"
SE UN UOMO sbatte una donna al muro, la immobilizza e si masturba davanti a lei, non commette il reato di violenza sessuale. Gli si possono contestare ‘solo’ la violenza privata e gli atti osceni in luogo pubblico. E’ questa la posizione ufficiale della Procura, espressa ieri dal procuratore reggente Massimiliano Serpi in merito all’episodio del rumeno di 32 anni che nella notte tra giovedì e venerdì ha aggredito una studentessa spagnola di 21 anni vicino al Sant’Orsola. Levente Simon, senza fissa dimora con un piccolo precedente per furto (non passato in giudicato), dopo il processo per direttissima è già tornato in libertà. L’uomo ha pedinato per mezzo chilometro la ragazza, che era stata a una festa nei giardini di via Filippo Re e, poco dopo mezzanotte, aveva deciso di rincasare, in via Montanari. Lui l’ha seguita fino a casa, afferrandola per il collo, sbattendola contro il muro e tenendola ferma mentre si masturbava. Solo l’intervento di un coinquilino della spagnola ha interrotto il bruto, fuggito con le mutande calate. I carabinieri l’hanno poi arrestato.
IL PM di turno Enrico Cieri, dopo una consultazione telefonica con un collega del pool reati sessuali, ha qualificato giuridicamente i fatti come violenza privata e atti osceni in luogo pubblico. Venerdì mattina, in direttissima, l’accusa ha chiesto la condanna a un anno, 4 mesi e 20 giorni, oltre alla custodia cautelare in carcere per il pericolo di reiterazione del reato. Ma il giudice Franco Raffa ha condannato Simon a otto mesi e, essendo il rumeno formalmente incensurato, gli ha concesso la sospensione condizionale della pena. Così il trentaduenne è stato liberato all’istante. Il tutto davanti allo sconcerto della stessa studentessa spagnola, presente al processo.
IERI mattina il procuratore Serpi ha spiegato che «la qualificazione giuridica dei fatti è stata corretta». «Il reato di violenza sessuale — ha aggiunto — prevede che l’atto sessuale si realizzi invasivamente nella persona fisica della vittima (basta, ad esempio, un bacio rubato; ndr). In questo caso non è stato così, perché il rumeno ha compiuto un atto di esibizionismo limitato a se stesso. Per questo le uniche imputazioni possibili erano violenza privata, reato grave che prevede fino a 4 anni, e atti osceni. Piaccia o meno, la legge è questa. E la Procura ha valutato attentamente i fatti. Peraltro, il giudice era libero di qualificarli diversamente».
Il giudice, appunto. Raffa non solo non ha cambiato l’imputazione, ma ha inflitto una condanna più lieve rispetto a quella chiesta dal pm e ha liberato il rumeno, contro il parere della Procura. Sul punto Serpi è categorico: «Per noi quell’uomo doveva restare in carcere. Ora leggeremo le motivazioni, poi eventualmente impugneremo».
Alessandro Dalrio, consigliere del Pdl al Quartiere San Vitale, attacca: «Quella dell’aggressione è una zona pericolosa. Avevo chiesto il camper della polizia per presidiarla. Dov’è? E poi perché il rumeno è stato liberato invece di essere espulso, visto che è senza fissa dimora?».
Una festa di sport, colori e musica. Calcio e non solo per dire no alle discriminazioni, al sessismo e all’omofobia. Seimila giovani provenienti da tutto il mondo si ritroveranno da mercoledi 8 a domenica 12 luglio a Casalecchio di Reno, comune alle porte di Bologna, per la XIII edizione dei Mondiali antirazzisti