IL MIO apprezzamento per l’iniziativa, promossa dal Resto del Carlino, di ricordare e tenere vivo l’interesse per una personalità quale è stata ed è il professor Marco Biagi, è stato spontaneo ed immediato.
Ancor più profondo è in me il convincimento di sostenere per il secondo anno questa iniziativa conoscendo i soggetti che ne hanno beneficiato e ne beneficeranno. Il fatto che la raccolta dei fondi sia destinata ad associazioni di solidarietà sociale e cooperative sociali risveglia in me la memoria dell’autentico altruismo e spirito di servizio che ha contraddistinto tutta l’opera di Marco. Come presidente di una delle più importanti e significative esperienze del terzo settore in Regione (Cooperativa Sociale Società Dolce) voglio essere sostenitore di questo premio.
Personalmente i miei incontri con Biagi sono avvenuti in fasi diverse della mia vita.
All’inizio degli anni ’80, quando ero segretario della Federazione dei Giovani Socialisti bolognesi e muovevo i primi passi in un’esperienza politica avvincente che ha avuto la sua amara conclusione con tangentopoli. Aderii con entusiasmo alla svolta riformista proposta da Craxi in quel Psi che aveva raccolto attorno a sé l’interesse e l’impegno di tanti intellettuali e studiosi di cui Marco è stata una delle più autentiche espressioni.
Verso la fine degli anni ‘80 da studente della facoltà di Economia e Commercio quando sostenni gli esami di diritto del lavoro e di diritto della previdenza sociale ed ebbi l’occasione di poter approfondire il tema, ancora oggi assai scottante, dei rapporti di lavoro nelle cooperative, su un testo di approfondimento da lui prodotto nel 1983.. Un testo che riserva “ahimè” ancora numerosi elementi di attualità quando affronta le contraddizioni tra il rapporto societario e il rapporto di lavoro e quando evidenzia la scarsa capacità del movimento cooperativo di autoriformarsi e monitorare tutte quelle iniziative imprenditoriali che della cooperativa portano solo il nome, ma non i valori.
DA DIRIGENTE cooperativo ormai adulto mi trovo ogni giorno ad affrontare importanti riforme da lui proposte per il mercato del lavoro, con l’obiettivo di coniugarle con l’esperienza della cooperazione sociale, specie di cooperativa appena istituita e riconosciuta con la legge 381 del 1991, unica realtà riconosciuta dalla riforma del diritto societario a mutualità prevalente di diritto, avendo in sé non solo la finalità di garantire le migliori condizioni di lavoro e professionali per i propri soci, ma un fine più ampio di solidarietà rivolto alla comunità di riferimento (al proprio territorio). Sono certo che il delitto più grande commesso dalle Brigate Rosse è stato quello di privarci delle nuove proposte che Marco Biagi riservava nel suo cassetto per superare le criticità e le tensioni sociali che una società capitalistica non riesce a risolvere senza un’innovativa e motivata presenza dello Stato nella sua funzione di regolazione. A Marco, ai suoi familiari, ai suoi amici e ai suoi compagni è indirizzato questo premio che riscopre la vera vocazione della comunità bolognese.
Pietro Segata Presidente coop sociale Dolce