Bologna, 8 febbraio 2008 - IL 20 FEBBRAIO 2002 Marco Biagi, a meno di un mese dal tragico attentato, anticipava nel corso di un incontro pubblico organizzato presso la sede dell’ Ascom quelle che sarebbero state le linee guida della riforma che ha preso il suo nome.
Era quello il periodo delle grandi aspettative. L’obiettivo era modernizzare le regole del mercato del lavoro e attraverso queste nuove regole agevolare la crescita del sistema imprenditoriale, aumentare il tasso di occupazione e combattere il lavoro sommerso per ristabilire l’equità dei meccanismi di competizione e per promuovere i diritti del lavoratore.
Le idee del professor Biagi furono ampiamente condivise e sostenute dall’ Ascom. Eravamo in Piazza Maggiore con la nostra delegazione il giorno in cui Bologna commemorò con tutti gli onori un proprio concittadino e si ribellò indignata alla violenza terroristica. Il rapporto ideale che ci legava al professor Biagi e alle sue idee è proseguito anche dopo il vile e brutale gesto che sconvolse le nostre coscienze e la città.
ASCOM BOLOGNA ha ricordato Marco Biagi in più occasioni e anche recentemente il suo lavoro è stato oggetto di un convegno nazionale al quale ha partecipato in veste di relatore anche Michele Tiraboschi, l’allievo del professore che ha proseguito la sua opera. In quel convegno è emersa ancora una volta la validità della riforma del mercato del lavoro che porta il nome di Marco Biagi. Una riforma che si proponeva di portare l’Italia sugli standard di occupazione europei e di modernizzare il mercato del lavoro rispetto ad un contesto economico sempre più globalizzato, attraverso un pacchetto integrato di misure che, partendo dal rafforzamento dei soggetti pubblici e privati di mediazione tra domanda ed offerta di lavoro, passava per la revisione degli ammortizzatori sociali, la valorizzazione della formazione come chiave per migliorare l’occupabilità dei lavoratori e l’introduzione di alcuni contratti di lavoro leggeri che rispondevano alle esigenze del mondo delle imprese di maggiore flessibilità, pur nel rispetto di forme di tutele per i lavoratori.
Purtroppo, va registrato che questo disegno è rimasto incompiuto in alcune parti limitandone l’efficacia e che la riforma Biagi è stata ingiustamente accusata di creare lavoro precario. In realtà le cause della precarietà sono da ricercare nella situazione di stagnazione economica in cui si trova l’Italia da alcuni anni e nella spietata concorrenza sui costi del lavoro a livello internazionale.
NONOSTANTE la forte ostilità di alcuni settori politici e sindacali, la riforma Biagi ha dato buoni risultati in termini occupazionali, anche grazie ad alcuni strumenti contrattuali, quali il contratto a chiamata e lo staff leasing che sono stati abrogati dal provvedimento legislativo che attua il Protocollo sul welfare del luglio 2007.
Ascom Bologna ha sostenuto le ragioni di una maggiore flessibilità del lavoro tutelato e regolare e si è opposta anche alle altre recenti modifiche restrittive in materia di contratti a tempo determinato e di lavoro part time che rischiano di esercitare pericolose spinte verso l’irregolarità dei rapporti di lavoro, incrementando così quei fenomeni di dumping sociale che falsano la concorrenza tra le aziende. Per queste ragioni anche nel corso dell’ultimo convegno abbiamo voluto ribadire che ci opponiamo a qualsiasi tentativo di profonda riforma del mercato del lavoro che comprometta le aspettative di una completa attuazione della legge Biagi e dei suoi principi ispiratori.
IL PREMIO BIAGI rappresenta un’occasione per ricordare l’uomo, Marco Biagi, e il giuslavorista che ha pagato con il proprio sacrificio la forza innovativa delle sue idee. Ma è anche un momento in cui si apre una profonda riflessione sui temi della flessibilità del lavoro che arricchisce il dibattito nazionale ed orienta le scelte per il futuro. Per tutte queste ragioni, l’Ascom conferma la piena e convinta adesione all’iniziativa de Il Resto del Carlino
di Bruno Filetti