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Premio Biagi 2008

IL RETTORE PIER UGO CALZOLARI

"Biagi sollecitò gli atenei
ad aprirsi al mondo produttivo"

Gli strumenti per regolare questo rapporto erano stati costruiti anche con la sua collaborazione, e a Biagi sembrava impensabile non cogliere un’opportunità di grande forza innovativa per i giovani e per le imprese

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Il rettore Calzolari Bologna, 1 marzo 2008 - Nel 2001, quando la riforma universitaria è entrata in modo dirompente nelle Università italiane scuotendo inerzie secolari, la discussione sul rapporto tra mondo del lavoro e università era molto animata e percorsa da provocazioni politiche e richiami alla concretezza dei mercati e dei sistemi produttivi. Marco Biagi si è inserito in quel dibattito con fermezza e ha portato il suo contributo all’interno della riforma per sollecitare le università ad aprirsi alle aspettative del mondo produttivo invitandole a cogliere l’occasione strategica di inserire gli studenti in stage e tirocini aziendali ancor prima della laurea. Gli strumenti per regolare questo rapporto erano stati costruiti anche con la sua collaborazione, e a Biagi sembrava impensabile non cogliere un’opportunità di grande forza innovativa per i giovani e per le imprese.

 

In una sua relazione su “Università e orientamento al lavoro: una scelta strategica” (Modena, 2001), riconosceva all’università italiana di aver avviato un sensibile mutamento di prospettiva rispetto alla radicata impostazione culturale di sostanziale diffidenza verso il mondo esterno e di aver accolto con particolare dinamismo e forza propositiva le sollecitazioni provenienti dalla rapida evoluzione dei rapporti economici e sociali.


Per Marco Biagi, tale evoluzione si caratterizzava per il progressivo passaggio da un sistema economico e sociale di tipo industrialista ad uno nuovo fondato sulle conoscenze e, in quanto tale, maggiormente consono al ruolo storicamente assunto dall’università nell’ambito delle società occidentali, in cui il sistema di istruzione universitaria veniva a rappresentare il principale canale di sviluppo e valorizzazione delle risorse umane.
In questo senso Biagi riprendeva le linee di indirizzo dell’accordo di politica dei redditi del 1993, emanato dall’allora Governo in accordo con le parti sociali, in cui si ribadiva la necessità di un più stretto rapporto tra mondo dell’impresa e mondo dell’università per rilanciare una politica di qualificazione e formazione delle risorse umane, in grado di creare nuclei di ricercatori strettamente connessi con le esigenze delle attività produttive e capaci di fare innovazione.

 

Queste riflessioni sono più che mai attuali oggi per il nostro Paese, per l’intera società e per il sistema università. L’Alma Mater ha raccolto da subito quel messaggio e si è attivamente impegnata a dare contenuti autentici ai principi espressi dalla riforma universitaria potenziando in questi anni l’inserimento dei suoi studenti in percorsi di stage e tirocinio nelle aziende della Regione. Molte sono anche le esperienze fuori dell’ambito strettamente territoriale, in Italia e all’estero. Nel 2007, l’Ateneo ha attivato più di 20.000 tirocini e stage e ogni anno inserisce nelle aziende pubbliche e private circa il 25% dei suoi iscritti. Le aziende coinvolte sono più di 5.000 e si concentrano prevalentemente in Regione (63%). Sono ben rappresentate anche le aziende straniere (5,7%). Gli studenti che nel 2007 hanno svolto stage all'estero sono stati più di 450.


I successi raggiunti con queste esperienze e l’incoraggiamento che ci è venuto dal mondo del lavoro ci ha suggerito di lanciare il 7 febbraio scorso il primo Career Day: un’iniziativa che ha visto la partecipazione di oltre 8.000 laureati e laureandi del nostro Ateneo e più di 80 aziende, alcune di dimensione internazionale. Con queste aziende, che hanno raccolto la sfida di un rapporto virtuoso con l’università, si aprono prospettive nuove che vanno molto al di là dell’obiettivo di collocare o di conquistare i laureati migliori e che entrano nel vivo della ricerca e del trasferimento tecnologico. Credo che non ci sia modo migliore per onorare l’impegno di un uomo che ha trasfuso la sua sapienza accademica nel vivo del sistema economico-sociale dedicando la sua vita alle istituzioni.

di Pier Ugo Calzolari










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