CON LA SPERANZA di non cadere nel luogo comune del ricordo strumentale, scrivo questa nota per collocare storicamente un articolo giovanile scritto da Marco Biagi nel 1972 per il periodico “Rivoluzione Socialista”, organo della Federazione Giovanile Socialista di Bologna.
Avevo conosciuto Marco nel 1965 quando entrambi frequentavamo il liceo Galvani e da allora abbiamo condiviso lo stesso impegno civile e politico.
Insieme, da giovani socialisti iscritti al Psi, abbiamo vissuto l’esperienza straordinaria nell’Università di Bologna all’indomani del ’68 quando partecipavamo, minoranza della minoranza, alle grandi assemblee studentesche per sostenere le ragioni del riformismo come unica prospettiva rivoluzionaria possibile per il cambiamento della nostra società.
L’Italia di allora era figlia di una nuova stagione di protagonismo sociale e sindacale; era quella di nuovi protagonismi nella scuola e nell’università; era l’Italia che scommetteva nelle nuove istituzioni dello Stato che aveva dato finalmente attuazione al dettato costituzionale dell’assetto regionale; era, infine, l’Italia in cui maturavano i movimenti per le conquiste civili, dal divorzio alla riforma dello stato sociale, dal diritto all’obiezione di coscienza al voto ai diciottenni. In quel contesto è maturata la nostra esperienza politica di giovani socialisti legati ad una forte cultura di riformismo e di autonomia. Il nostro giornale “Rivoluzione Socialista” era lo specchio fedele delle nostre riflessioni, delle nostre utopie, delle nostre speranze. Quella è stata per noi un’importante scuola di formazione politica, civica e culturale: Marco Biagi vi ha partecipato da protagonista.
di Rino Maenza