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CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO

Cofferati: "Ucciso per fermare
la modernizzazione"

Il sindaco ha ricordato così il giuslavorista ucciso dalle Br durante il consiglio comunale straordinario indetto per il sesto anniversario della scomparsa. Biagi "è stato colpito in un disegno folle e distruttivo che le Br avevano scatenato contro lo Stato..."
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Cofferati «COLPENDO MARCO Biagi si è cercato di interrompere il processo di modernizzazione e valorizzazione delle relazioni e dei rapporti» nel mondo del lavoro. Il sindaco, Sergio Cofferati, ha ricordato così il giuslavorista ucciso dalle Br durante il consiglio comunale straordinario indetto per il sesto anniversario della scomparsa. Biagi «è stato colpito in un disegno folle e distruttivo che le Br avevano scatenato contro lo Stato, come altri prima di lui per la stessa ragione», ha detto Cofferati, citando Ezio Tarantelli, Roberto Ruffilli e Massimo D’Antona, persone che «esploravano quella zona di cerniera tra istituzioni e rappresentanza». Di Biagi, il sindaco ha ricordato anche «l’importante lavoro di consulenza, oscuro e mai privo di qualità e passione», e si è soffermato sulla capacità del professore di «individuare soluzioni più efficaci per creare convergenza e condivisione».


Cofferati aveva aperto la seduta straordinaria definendo la morte di Biagi «una ferita profonda che stimola ancora tante emozioni che ci muovono a stringerci alla famiglia, per cercare di consolare un dolore irrisolvibile». Ma il ricordo, ha commentato ancora il sindaco,«è anche rivolto alla comunità, e serve per creare le condizioni per estirpare la malapianta del terrorismo». Per questo, «l’appuntamento del ricordo unanime è importante che si ripeta e che mantenga questa caratteristica».

MARIA CRISTINA MARRI (Udc), presidente della commissione Affari generali, ha ricordato «la potenza riformista» di Biagi, «a favore della persona», e l’errore «di chi avvicina la diffusione del precariato alla sua figura». Gilberto Antonelli, ordinario di Economia politica a Giurisprudenza, chiamato a commemorare Biagi, ricorda il «giurista atipico», la sua «generosità di carattere» e la sua «spinta vitale», unite alla «originalità e modernità del suo pensiero». La lungimiranza di Biagi, dice Antonelli, «unita alla sua versatilità, lo ha spinto a dedicare attenzione allo sviluppo locale» e «il suo impegno scientifico e politico testimoniano un’insolita curiosità e capacità di adottare un metodo di analisi multi-disciplinare».










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