di ANDREA ALESSANDRINI «STO PENSANDO seriamente a candidarmi per le pr...
di ANDREA ALESSANDRINI
«STO PENSANDO seriamente a candidarmi per le primarie del Pd, ma devo ancora capire bene se ci sono tutte le condizioni per farlo». Ines Briganti, insegnante, pres...
2008-07-31
di ANDREA ALESSANDRINI
«STO PENSANDO seriamente a candidarmi per le primarie del Pd, ma devo ancora capire bene se ci sono tutte le condizioni per farlo». Ines Briganti, insegnante, presidente del consiglio comunale, che prese la tessera del partito comunista poco prima che il Pc si dissolvesse e oggi è uno dei più autorevoli esponenti del Pd cittadino, non scioglie le riserve ma si spinge avanti. Quasi certamente competerà con Paolo Lucchi nelle primarie del Pd per la scelta del candidato sindaco che si dovrebbero tenere a metà novembre. Se prevalesse e poi vincesse le elezioni sarebbe il primo sindaco donna nella storia di Cesena.
Cosa la spinge a sfidare un competitore attrezzato e dato per sicuro vincente?
« I tanti risponde Ines Briganti, vedova, due figli e quattro nipoti che in questi mesi me lo hanno chiesto. Io mi annovero nella categoria degli indipendenti di sinistra, sono una persona libera che ama ragionare sempre con la sua testa. Entrai in consiglio comunale nel 1988 e Paolo lo trovai lì. Alcuni amici, per la verità, mi hanno messo in guardia dicendomi: ma chi te lo fa fare, con Lucchi si è schierata larga parte del partito, la Lega Coop, altre forze... Be, rispondo che se corro lo faccio per vincere, non sono lultima arrivata, Insomma, voglio dire che se il Pd avesse bisogno di almeno un altro candidato per mettere in piedi le primarie, non verrebbero certo a chiederlo a me, perchè non accetterei mai e anzi mi indignerei».
Che condizioni devono verificarsi per farle rompere gli indugi?
«Che il partito mi doti delle stesse risorse e dello stesso numero di persone che stanno aiutando Lucchi a prepararsi alle primarie. Il segretario Daniele Zoffoli, con il quale cè un rapporto franco, mi ha detto lui è il mazziere, cioé tiene le chiavi in mano e non intende favorire nessuno. Bene, io chiedo di non essere una candidata figlia di un dio minore. Voglio giocarmi la partita alla pari per vincerla e il partito deve darmi una mano. La stessa mano che dà a Lucchi, se no che primarie sono? Laltra condizione è quella di stilare un programma serio, credibile, competitivo. Ma le idee le ho e questo non è un problema».
Qual è la sua forza?
«Non spetterebbe a me dirlo. Comunque faccio politica da tanti anni, le esperienze da consigliere comunale, assessore, presidente del consiglio comumale e loperato nella consulta agricola e nellAnci mi hanno fornito un bagaglio importante, così come i rapporti nei vari ambiti a partire da quelli a me più congeniali, scuola, università e cultura. Gli apprezzamenti, quasi sempre, mi sono giunti trasversali».
Lucchi è stato sostenuto da tante firme...
«Non ne avrei di meno».
Che differenza cè tra voi due?
«Forse un metodo e un approccio diverso. Io credo di essere più diretta».