Fermo, 27 febbraio 2008 - C'è il più stretto riserbo riserbo al Murri e in direzione sanitaria attorno alla vicenda di un uomo ricoverato in un reparto dell’ospedale e poi trasferito in tutta fretta a malattie infettive con la diagnosi di meningite. L’allarme si è diffuso tra tutti coloro che in qualche maniera sono stati a contatto con il malato, specie i familiari di chi si è trovato, suo malgrado, ricoverato accanto all’uomo. Una preoccupazione che è rientrata con il passare delle ore, il reparto di malattie infettive è perfettamente in grado di gestire le emergenze di questo tipo e di adottare tutte le misure di prevenzione obbligatorie in casi come questo.
Il primario Paolo Padovani è in questi giorni fuori città, ma conferma fiducioso: "I miei collaboratori, di cui mi fido ciecamente, non hanno sentito il bisogno di contattarmi, segno che la situazione è sotto controllo. Evidentemente si tratta del tipo meno grave di meningite che si risolve con un giro di antibiotici. Così come basta una pasticca di antibiotico da somministrare a tutte le persone che sono state a contatto con il paziente. Di solito si eccede con la sicurezza e seguono la profilassi anche persone che difficilmente sono state a contatto con il malato".
Tranquillizza gli animi anche il direttore di Zona, Mario Forti, che spiega: "Mi hanno parlato dei fatti, so che il paziente è stato per un tempo brevissimo in un reparto dell’ospedale ma che appena fatta la diagnosi è stato prontamente allontanato e sistemato negli appositi spazi di malattie infettive. So anche che è stata seguita la necessaria procedura di profilassi per cui mi pare che non ci sia proprio motivo di allarmarsi. Capisco la preoccupazione di quanti erano al Murri ma mi sento anche di rassicurare tutti, la situazione è assolutamente sotto controllo".
E’ una malattia che fa paura, la meningite, troppi i casi di morte improvvisa, troppi i giovanissimi stroncati dalla febbre alta, con sintomi velocissimi e inconfondibili. Padovani racconta la profilassi che si seguì quando proprio al Murri si registrò il decesso di un ragazzino per meningite: "Somministrammo antibiotici anche al persone che era in servizio in un altro turno e che non era stato assolutamente in contatto con quel ragazzo. E’ chiaro che quando accadono cose di questo tipo non si trascura nulla, la precauzione non è mai troppa. Io e lo staff del mio reparto, tutti medici molto preparati e competenti, siamo pronti ad intervenire".
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