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OCCUPAZIONE

Quaranta licenziamenti alla Nuova Orsa Maggiore
Per i sindacati situazione allarmante nel Fermano

Richiesta di mobilità per alcuni dipendenti dell'azienda alimentare che occupa 120 lavoratori nella sede di Monteleone di Fermo e 25 in sedi distaccate

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Pertoldi Fermo, 28 marzo 2008 - Richiesta di mobilità (che significa perdita del posto di lavoro) per circa 40 dipendenti della Nuova Orsa Maggiore, azienda alimentare che occupa 120 lavoratori nella sede di Monteleone di Fermo e 25 in sedi distaccate. E’ solo l’ultima brutta notizia sul fronte economico-occupazionale nella provincia fermana. La proprietà l’ha data ieri nella sede dell’Associazione piccola industria (Api) di Fermo ai rappresentanti sindacali della Flai-Cigil, Giuseppe Meconi, e Uila-Uil, Eugenio Zallocco.


"Le segreterie sindacali — si legge in una nota — hanno respinto l’ipotesi prospettata dall’azienda, chiedendo la possibilità di usufruire di un periodo di cassa integrazione straordinaria". "Chiediamo alle istituzioni locali — proseguono Meconi e Zallocco — il loro impegno finalizzato al recupero della produttività di questa impresa, per evitare che un ulteriore tassello dell’industria locale possa venir meno". I sindacati intanto hanno annunciato iniziative di lotta con i lavoratori.

Come dicevamo, quello della Nuova Orsa Maggiore è solo l’ultimo episodio di crisi del sistema produttivo fermano. Al riguardo, i segretari provinciali di Cgil, Cisl, Uil (Pertoldi - nella foto - , Angelini, Pacetti) lanciano l’allarme. "Si registra una preoccupante sottovalutazione dello stato di crisi del sistema produttivo fermano — sostengono i tre segretari —. Le crisi aziendali si consumano in un assordante silenzio delle istituzioni. Cresce il numero di lavoratori posti in mobilità, o interessati dagli interventi di sostegno rappresentati dagli ammortizzatori sociali. Senza voler essere allarmisti, emerge una situazione che si fa ogni giorno più preoccupante. Una crisi che, a differenza di altri territori, non si manifesta con visibilità, ma non per questo è meno devastante per i lavoratori con situazioni che investono le componenti più deboli del calzaturiero, ma anche altri settori come quello alimentare. Si pone con urgenza una presa di coscienza da parte delle istituzioni locali e un coinvolgimento dei rappresentanti del territorio nei diversi livelli istituzionali a partire dalla Regione. Si pone con forza la domanda di un intervento straordinario finalizzato a incrementare le risorse a sostegno del territorio fermano".










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