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AMMINISTRATIVE

Porto San Giorgio al centrodestra
Confermato Andrenacci a P.S. Elpidio

Montegiorgio: Benedetti fa male, c’è il ribaltone. Il centrosinistra perde una roccaforte, Sforza ha rischiato l’esclusione. Altidona netta affermazione di Pagliarini. Secondo Lanciotti, solo terza la Oresti. Talamonti resta fuori

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Elezioni, Agostini e Andrenacci Fermo, 16 aprile 2008 - Si è votato in quattro comuni del Fermano per eleggere il nuovo sindaco.


PORTO SANT'ELPIDIO

Vittoria schiacciante al primo turno per Mario Andrenacci che 8293 elettori hanno confermato sindaco di P.S.Elpidio con una percentuale del 53,15%. Un risultato che ha precluso ogni possibilità di rivincita in un ipotetico secondo turno. Giovanni Spina, candidato del centrodestra, ha totalizzato 3790 voti per una percentuale del 24,29%; buon terzo Simone Mazzoni con 3018 voti e una percentuale del 19,34%; fanalino di coda Mauro Tosoni (La Destra) con 501 e il 3,21%. Che l’esito delle elezioni potesse confermare il sindaco uscente era stato chiaro fin dalle prime proiezioni provenienti da seggi per così dire ‘critici’, dove, nonostante tutto, Andrenacci riusciva ad attestarsi su percentuali bulgare (toccando anche il 65%).

 

Man mano che il tempo passava, i corridoi del Comune cominciavano a essere sempre più affollati di persone che attendevano il responso e sbirciavano lo schermo installato proprio all’ingresso del palazzo municipale. E se Andrenacci se ne stava a casa, tenendosi in costante contatto con amici fidati che lo aggiornavano in continuazione, Tosoni, il candidato de La Destra, irrompeva nei corridoi, portando sorrisi, ironia e stemperando la tensione. Intanto gli esponenti del Pd, riuniti in una stanza del Comune, continuavano a incamerare i risultati ufficiosi che, sezione dopo sezione, venivano comunicati loro dai rappresentanti di lista presenti nei vari seggi. E quando è risuonato un applauso, si è capito che Andrenacci ce l’aveva fatta. Al primo turno.

 

Una telefonata e lui è arrivato, accolto da abbracci, strette di mano, applausi. Il primo a congratularsi con lui, con un abbraccio travolgente, è stato Tosoni che lo ha intercettato appena fuori dal municipio. Qualche minuto dopo è arrivato Spina, infine Mazzoni. Smaltita l’attesa per il sindaco, l’attenzione è stata rivolta al nuovo Consiglio comunale. La coalizione di Andrenacci, avendo superato la soglia del 40%, conquista il premio di maggioranza: 12 consiglieri che dovrebbero essere (il condizionale è d’obbligo) così distribuiti: 9 al Pd, 1 alla civica Popolari per P.S.Elpidio, 1 a Impegno per P.S.Elpidio e 1 a Rifondazione Comunista. Degli 8 seggi spettanti alla minoranza, 2 sono i candidati sindaci sconfitti, Spina e Mazzoni, 4 consiglieri al Pdl (Putzu con 405 preferenze è il più votato) e 2 alla coalizione di Mazzoni, uno dei quali alla civica P.S.Elpidio tutti noi. Incerta l’attribuzione del secondo, che potrebbe scattare a favore di un’altra lista di Mazzoni (Sinistra Arcobaleno), o far entrare Tosoni in consiglio comunale.

di Marisa Colibazzi


ALTIDONA

Si chiude l’era Talamonti, inizia il Pagliarini 2. E’ questo il responso delle attese e sentite elezioni comunali. Il neo sindaco torna sui banchi del Consiglio comunale dopo 15 anni, mentre non vi rientra neanche come consigliere Talamonti, che era stato primo cittadino negli ultimi dieci anni.
Il grande successo della lista n.2 conferma ampiamente la previsione della vigilia degli osservatori più attenti della politica locale. La lista ‘Altidona per il futuro’, che in campagna elettorale aveva insistito sulla necessità di tracciare linee completamente diverse e nuove, ha nettamente battuto le liste avversarie capeggiate da Angela Grazia Oresti e Enrico Lanciotti.


I risultati. La maggiore parte dei suffragi alla lista n. 2 sono arrivati sia dal centro storico come pure dalla zona Marina. Il candidato sindaco Graziano Pagliarini ha riportato 1000 voti, con una percentuale del 51,68%, mentre seconda è arrivata la lista di Lanciotti con 580 voti (29,97) e terza quella della Oresti con 355 preferenze (18,35); bianche 49 (2,4) e nulle 55 (2,7).


I seggi. Pagliarini avrà al suo fianco 8 consiglieri di maggioranza, mentre all’opposizione ci saranno Lanciotti con due compagni di lista e la sola Oresti per la terza compagine (resta fuori Talamonti).


I primi impegni. A chi gli chiedeva cosa farà nei primi cento giorni della sua gestione, Fraziano Pagliarini ha risposto: "Cureremo l le manutenzioni sparse qua e là sull’intero territorio e, in modo particolare, nei pressi della zona artigianale. Guarderemo con attenzione all’aspetto marino e metteremo subito mano alla raccolta differenziata dei rifiuti".

 

Il nuovo consiglio. Nell’aula consiliare siederanno, per la maggioranza: il sindaco Graziano Pagliarini, Antonio D’Ercoli, Romano Lattanzi, Fabio Ferretti, Micaela Poggi, Graziano Putignano, Palmarino Ferretti, Isabella Cocci, Romina Petrelli. Minoranza: Angela Grazia Oresti, Enrico Lanciotti, Mirco Pistonesi, Giorgio Pallotti.


MONTEGIORGIO


La comunità di Montegiorgio premia l'invito al rinnovamento lanciato dal medico Armando Benedetti, che conquista il 58,03% dei voti contro il 41,97% di Luciano Achilli, facendo risventolare dopo quasi 15 anni la bandiera del centrodestra sul tetto del municipio. Alle 14 di ieri sono iniziati gli scrutini, i candidati e tantissimi cittadini hanno riempito le sezioni. Non c'è voluto molto per capire la tendenza dello spoglio, che ha visto lo sfidante in vantaggio fin dall’inizio. Al primo rilevamento delle ore 14,45, la sezione 2 (Montegiorgio capoluogo) segnava 51 preferenze per Achilli e 91 Benedetti; a Piane, la sezione 4 registrava 85 voti per Achilli e 109 Benedetti. Alle ore 15,18 è arrivato il risultato finale del seggio di Alteta, che ha sancito la vittoria di Luciano Achilli con 169 voti contro 165 di Benedetti; questa rimarrà l’unica sezione a favore del sindaco uscente.
Alle 18 i giochi erano chiusi ufficialmente con questo risultato proveniente dalle sette sezioni: Armando Benedetti, 2.662 voti, nuovo sindaco di Montegiorgio; Luciano Achilli fermo a 1.925 su un totale di 4.587 (91 schede bianche e 74 nulle).

 

Le preferenze. Lista numero 1: Cesetti Fabrizio 191, Gentili Massimiliano 166, Nerla Giuliana 163, Sforza Cataldo 142, Polci Luigi 137, Vittori Silvano 108, Ferracuti Ferdinando 99, Spaccapaniccia Massimo 88, Beleggia Ione 75, Trapananti Nello 54, Saggese Raffaello 52, Casturani Giancarlo 39, Del Bianco Loretta 39, Bellabarba Letizia 36, Valori Manolo 35, Marzialetti Roberto 16.Lista numero 2: Liberati Lino 258, Mariani Giorgio 228, Ortenzi Michele 206, Marzialetti Stefano 195, Luciani Raul 133, Del Bianco Silvia 119, Totò Tricia 110, Gentili Giacomo 97, Liberati Goffredo 91, Beleggia Giancarlo 84, Pompa Giuseppe 80, Vita Michela 74, Iacchelli Claudio 69, Tarulli Valentino 62, Neri Fabio 62, Toscanelli Roberto 36.

 

Il nuovo Consiglio comunale. Il sindaco Armando Benedetti avrà al suo fianco i seguenti consiglieri di maggioranza: Lino Liberati, Giancarlo Beleggia, Silvia Del Bianco, Giacomo Gentili, Goffredo Liberati, Raul Luciani, Giorgio Mariani, Stefano Marzialetti, Michele Ortenzi, Giuseppe Pompa, Totò Tricia. Il gruppo di minoranza sarà composto da Luciano Achilli, Fabrizio Cesetti, Massimiliano Gentili, Giuliana Nerla e Cataldo Sforza.

di Alessio Carassai

 

PORTO SAN GIORGIO

Andrea Agostini, il candidato sindaco del centrodestra, lo ha detto e ripetuto durante la campagna elettorale che avrebbe vinto al primo turno. Così è stato: ha ottenuto il 51,04%. Diceva che avrebbe vinto sulla base non certo di predizioni, bensì di semplici considerazioni. In primo luogo la disgregazione della maggioranza di centrosinistra uscente, che ha messo in campo ben tre candidati sindaci: Brignocchi del Pd, Urbani del Ps e Speranzini della Sinistra Arcobaleno. Senza dimenticare che esponenti di spicco della stessa maggioranza hanno contribuito alla presentazione di un quarto candidato, e cioè Silvestrini. Altra considerazione, che dava ad Agostini la certezza del successo, lo scarso fatturato con cui il centrosinistra ha chiuso il mandato amministrativo. Ulteriore elemento, a favore della sua elezione, l’effetto trainante delle politiche per le quali si prevedeva un’ampia vittoria del centrodestra.

 

Per Agostini l’unico problema era farsi conoscere. E da questo punto di vista non si è risparmiato, iniziando la campagna elettorale con largo anticipo e battendo a tappeto ogni quartiere. E, dunque, a Porto San Giorgio c’è stato il ribaltone. Ma non è una novità: da quando si vota con il maggioritario centrosinistra e centrodestra si sono alternati, mandato dopo mandato, e ogni volta il successo dell’uno è stato favorito dalle divisioni dell’altro. Anche se la trasposizione del dato delle politiche alle comunali non è automatico, l’affermazione del centrodestra alla Camera con il 49,05% (Pdl+Lega+Udc) è stato un buon viatico per Agostini, il quale però ha portato quella percentuale sopra la soglia della maggioranza assoluta, grazie alle liste ‘Viva S.Giorgio’ e ‘Uniti per la città’.

 

Silvestrini, che con le sue quattro civiche, avrebbe dovuto raccogliere voti a destra e a sinistra, sembra che non gliene abbia scalfito neppure uno, mentre li ha presi dall’altra parte, dove Brignocchi si è trovato quasi dimezzato il consenso alle politiche di Pd e Idv, che è stato del 40,76%. Ha preso, infatti, il 22,66%: una brutta legnata per un primo cittadino uscente. Silvestrini si è attestato sul 18,10%. Urbani ha leggermente incrementato il dato del Ps alle politiche, dallo 0,72% all’1,5%, comunque insufficiente per ottenere un seggio. Anche Speranzini ha aumentato quello del suo partito dal 2,99% al 5,06%, sufficiente nel suo caso per entrare in Consiglio comunale. Resta fuori Romagnoli.

 

Come si sa, dei 20 consiglieri da eleggere, 12 spettano ai vincitori e 8 ai vinti che superano il quorum<WC>. Un primo calcolo stabilisce questa ripartizione: 6 consiglieri Pdl, 3 Viva S.Giorgio, 2 Udc, 1 Uniti per la città; 3 Pd, 1 Liberi per Governare, 3 alla coalizione di Silvestrini, 1 a Sinistra Arcobaleno.

 

di Silvio Sebastiani










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