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IL CASO

Lido Tre Archi chiede sicurezza
Assemblea infuocata coi residenti

Residenti e turisti premono sulle istituzioni. Presenti sindaco Di Ruscio, assessori, presidente del Consiglio comunale, vigili urbani e polizia. Sarà attivata la videosorveglianza

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Lido Tre Archi Fermo, 2 agosto 2008 - Rabbia, insoddisfazione e senso di abbandono. Su questi sentimenti si è sviluppata l’affollata assemblea pubblica sulla sicurezza svoltasi giovedì sera a Lido Tre Archi. Presenti il sindaco Di Ruscio, gli assessori Monti, Di Felice, Tulli e Romanella, il presidente del Consiglio comunale Raccichini, alcuni consiglieri, il tenente dei vigili urbani Muccichini e il dirigente del comissariato di polizia Taschetti.
 

 

Che la gente avesse bisogno di questo incontro è stato subito chiaro: non appena arrivate, autorità e forze dell’ordine sono state assalite dalle domande. Tante le questioni sollevate, non solo sulla sicurezza. Se per tanti il problema è la presenza di delinquenti, ubriachi, spacciatori e prostitute, per molti sono la mancanza di servizi e il disinteresse da parte del Comune le vere pecche della zona. Vari villeggianti dicono di non sentirsi sicuri; ma i residenti sembrano più tranquilli: "A Tre Archi si vive bene, problemi di delinquenza ci sono come in ogni area costiera. Ciò che manca è altro: servizi e in alcune aree l’acqua potabile". Si è formato anche un comitato che ha esposto una serie di richieste: più controlli delle forze dell’ordine, un centro sociale, più cura delle aree verdi, il prolungamento dell’orario di servizio degli autobus, una guardia medica efficiente, una parafarmacia, il potenziamento dei bidoni per l’immondizia, più eventi.
 

 

"E’ fondamentale — hanno detto — favorire un’integrazione». Perché un problema, come sottolineato anche da Di Ruscio, è che vi risiedono 49 etnie ed è difficile costruire un soldido tessuto sociale.
Taschetti ha tranquillizzato i presenti: «La situazione non è allarmante, non ci sono più problemi che altrove. E’ un gruppo di individui irregolari che crea disagio, ma per via delle complicate procedure per l’espulsione non riusciamo a rimpatriarli. Li fermiamo e dopo qualche giorno dobbiamo rilasciarli». Il commisario ha precisato che in zona viene fatto un controllo continuo, ma si è impegnato a intensificarlo, anche con verifiche mirate delle abitazioni. Impegno anche da parte del Comune. Di Ruscio, dopo aver sottolineato il lavoro già fatto (la piazza e il centro sportivo) ha promesso una maggiore attenzione alla cura della zona e un potenziamento dei controlli: videosorveglianza e se possibile un poliziotto di quartiere. Tra gli altri interventi: l’apertura del ponte con P.S.Elpidio, un nuovo piano di spiaggia e un centro di aggregazione. Il Sindaco ha poi annunciato che è stato finanziato il depuratore a San Marco: sarà attivo in 3 anni. Il Comune ha inoltre promesso che si interesserà della questione della guardia medica. 
 

Camilla Corradini

  • 02/08/2008 20:55
    Sergio
    E' inutile parlare di aggravanti per chi commette reato in stato di clandestinita'...ecc.... qua bisogna studiare un modo per eliminare questo problema del rimpatrio effettivo una volta per tutti..... ci stanno solo girando intorno..... Bisogna rimpatriarli a spese del loro paese...e se il paese non paga si studiano altri metodi...
  • Sono presenti 1 commenti
 

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